Viterbo – “Se qualcosa non va è giusto fare un tagliando e rimettere in moto la macchina. Per rispetto ai cittadini e al sindaco Giovanni Arena che ci ha messo la faccia”. Francesco Battistoni, senatore azzurro, aspetta l’incontro tra i partiti di maggioranza. Forza Italia è il suo partito, quello del sindaco e degli autosospesi Giulio Marini, Paolo Muroni e Matteo Achilli. Mossa che non a tutti è parsa propriamente un favore ad Arena.
“Io credo che Marini, il primo ad autosospendersi dalla maggioranza, abbia spiegato benissimo il suo gesto – dice Battistoni -. C’era bisogno di dare una scossa a una situazione che non poteva più andare avanti. E lui l’ha data. Era un gesto necessario per attirare l’attenzione”.
Giacomo Barelli, dai banchi dell’opposizione, ha definito Marini “il peggior nemico di Arena in casa propria”. Tirando in ballo te e un problema di correnti dentro Forza Italia.
“Il problema è un altro – sostiene Battistoni -. Amministrare era diventato impossibile, col sindaco tirato a destra e a manca. Bisognerebbe più pensare al bene di Viterbo e far lavorare Arena con serenità. Non ci si può dividere i meriti quando tutto va bene e scaricare su di lui quando va male. È un fatto di rispetto del sindaco e dei cittadini che ci hanno votato. Se poi a qualcuno, per nascondere proprie colpe, serve di ragionare sui complotti, faccia pure. Quanto a Barelli credo abbia il dente avvelenato per Caffeina; sulla scelta di spostarla a Santa Severa possiamo anche discutere ma la politica, in questo momento, ha bisogno di un altro approccio. Per quanto mi riguarda, peraltro, non ci sono correnti in Forza Italia. Quando dobbiamo decidere qualcosa ci vediamo e discutiamo. L’anno scorso ci siamo visti, abbiamo fatto il congresso e abbiamo scelto Alessandro Romoli come coordinatore provinciale: un giovane serio e un bravo amministratore”.
Come hai valutato, invece, il gesto di Fratelli d’Italia di abbandonare l’aula al momento di approvare il rendiconto?
“Non voglio alimentare polemiche. Credo, però, che se qualcuno ha qualcosa da dire, non mi sembra opportuno farlo in consiglio. Sempre per lo stesso motivo di cui sopra: ci si vede e ci si parla. Fuori”.
Qual è il motivo vero della crisi?
“Secondo me ci sono delle incomprensioni. Qualcosa va migliorato”.
Pensi si riuscirà a superarla? E pensi che ci sia la volontà da parte di tutti?
“Volere una crisi in questo particolare momento, con delle politiche governative fallimentari, sarebbe da irresponsabili. Credo che Viterbo non possa permettersi un commissario. Siamo in una fase difficile: i contagi aumentano, l’emergenza è stata prorogata, viviamo un periodo di forte insicurezza. Mi auguro che si trovi una sintesi. In comune ci sono persone navigate, non giovanotti di primo pelo”.
