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Patrimonio storico protagonista delle passeggiate archeologiche a Villa S. Giovanni in Tuscia

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Villa San Giovanni in Tuscia - Visita guidata nella chiesa di S. Giovanni Battista

Villa San Giovanni in Tuscia – Visita guidata nella chiesa di S. Giovanni Battista

Villa San Giovanni in Tuscia - Il sindaco Fabio Latini alla visita guidata nella chiesa di Sancta Maria ad Nives

Villa San Giovanni in Tuscia – Il sindaco Fabio Latini alla visita guidata nella chiesa di Sancta Maria ad Nives

Villa San Giovanni in Tuscia - Visita guidata nella chiesa di Sancta Maria ad Nives

Villa San Giovanni in Tuscia – Visita guidata nella chiesa di Sancta Maria ad Nives

Villa San Giovanni in Tuscia – Riceviamo e pubblichiamo – Il 22 e 23 agosto a Villa San Giovanni in Tuscia si sono svolte con successo due passeggiate archeologiche, per diffondere la conoscenza della storia e dei beni culturali del centro storico.

Gli ambienti del balneum con pavimenti in mosaico della villa rustica di età romana (II sec. a.C.-IV sec. d.C.) vennero alla luce tre volte, nel corso di quasi un secolo, ma solo nel 1961 si decise di non reinterrarli; forse in epoca post classica il luogo fu quasi del tutto abbandonato, ma nel pieno Medioevo il paese probabilmente già esisteva, come si evince da una Bolla del 1278 di Papa Niccolò III scritta nel “Burgum Sancti Jhoannis”, e da una torre semicircolare in bozze di tufo conservata presso Piazza Maggiore.

Queste testimonianze archeologiche, e molto altro, hanno potuto vedere i visitatori che sabato 22 e domenica 23 agosto hanno partecipato alle prime due tappe di un viaggio a ritroso nel tempo, per conoscere la storia del centro storico di Villa San Giovanni in Tuscia. L

‘iniziativa delle visite guidate gratuite è stata promossa dal Comune di Villa San Giovanni in Tuscia, con il patrocinio della Regione Lazio, e in collaborazione con l’Associazione Scientifico-Culturale “Antiqua Tellus-Centro Studi Mons. Simone Medichini”.

In qualità di promotori e rappresentanti delle Istituzioni locali, vi hanno preso parte anche il sindaco Fabio Latini e il vicesindaco Paolo Valeri. A proposito della villa rustica di età romana particolare interesse hanno destato, oltre al balneum, i resti della cinta muraria in opus caementicium con rivestimento in opus incertum, conservati per alcuni tratti vicino al centro storico, il lacerto murario chiamato la “Torraccia”, e il secondo braccio ben conservato del criptoportico.

Curiosità ha destato anche il piccolo, ma grazioso, gruppo scultoreo in marmo bianco raffigurante Eros e Psiche, rinvenuto nel 1957 in via XXIV Maggio all’interno di una piscinula, forse appartenente all’atrium della villa, ora conservato nella Sala Consiliare del Comune.

Risale al III-IV sec. d.C., ma è una copia di un originale greco del II sec. a.C. circa, e trova confronti con un esemplare proveniente da Ostia antica. Nel corso delle due passeggiate culturali i partecipanti sono stati anche accompagnati sia nella settecentesca chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, sia in quella di Sancta Maria ad Nives.

Nella prima hanno potuto ammirare le pale d’altare del XVIII e XIX secolo, tra le quali quella che decora l’altare maggiore, dipinta nel 1756 dal pittore sangiovannese Francesco Guerrini e raffigurante la nascita di San Giovanni Battista.

Nella seconda, forse edificata verso la fine del XVI secolo sopra uno dei due bracci del criptoportico, hanno potuto vedere il pregevole dipinto della Madonna con il Bambino, la pala d’altare del XVII secolo raffigurante San Carlo Borromeo, Santa Lucia e San Francesco d’Assisi, con l’altra pala gemella ma un po’ più recente, scoperta nel 2015 nel corso dei lavori di restauro della chiesa, e l’annesso Antiquarium che accoglie la suppellettile sacra.

Con le visite guidate dello scorso fine settimana un primo seme è stato gettato, con lo scopo di favorire e diffondere la conoscenza del paese più piccolo della provincia di Viterbo, ma insospettatamente ricco di testimonianze storico-archeologiche che vanno dall’età etrusca e romana fino ai nostri giorni.

I visitatori hanno scoperto, forse con un po’ di meraviglia, che Villa San Giovanni in Tuscia è un concentrato di storia e di archeologia, piacevole da visitare e capace di farsi apprezzare. Certamente la presa di coscienza dell’esistenza di importanti beni culturali locali, non solo da parte dei sangiovannesi ma anche di altre persone che amano la cultura, costituisce il primo e fondamentale passo per garantire ad essi un’ adeguata valorizzazione.

Micaela Merlino


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