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“Poteva essere l’occasione per presentare un progetto di sinistra unita… e si farebbe ancora in tempo”

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Il coordinatore Alessandro Angelelli

 Alessandro Angelelli

Alessio Alessandrini

Alessio Alessandrini

Civita Castellana –  Alessandrini e Angelelli: “Centrodestra diviso e litigioso, centrosinistra assente. Poteva essere l’occasione per presentare un progetto di sinistra unita. In verità, si farebbe ancora in tempo”. A Civita Castellana si marcia spediti verso le elezioni comunali, 20 e 21 settembre 2020. Un incidente di percorso ha rimesso tutto in discussione nella capitale della ceramica, a solo un anno dalla vittoria del centrodestra. Nomi vecchi e facce nuove si mescolano in una tornata elettorale che nessuna novità sembra portare al panorama politico civitonico.
Centrodestra diviso e centrosinistra pure, tutto esattamente come un anno fa.
Alessio Alessandrini e Alessandro Angelelli fanno il punto.

Alessandrini dopo 10 anni di amministrazione si è allontanato dalla politica attiva, purché?
“Il circolo locale del partito in cui ho militato per anni – dice Alessandrini – ha scelto la strada del rinnovamento a prescindere, evitando come ‘una malattia infettiva’ chi potesse mettere in campo un minimo d’esperienza politica, decidendo per la rottamazione senza se e senza ma nei ruoli chiave, con i risultati purtroppo catastrofici che oggi tutti stiamo vivendo, magari servirà a capire che la politica non si fa con la sola carta d’identità in mano”.

Angelelli, dopo l’esperienza da consigliere provinciale, anche lei si è defilato, oggi quale rischio vede per le prossime elezioni comunali?
“Più che un rischio una certezza – dice Angelelli -. La certezza che nulla cambi. Centrodestra diviso e litigioso, centrosinistra assente. Così non si governa. Poteva essere l’occasione per presentare un progetto di sinistra unita. In verità, si farebbe ancora in tempo. I leader politici locali si chiudano in una stanza e scelgano un candidato sindaco unitario. Se proprio non riescono a trovare un’intesa fanno un sorteggio, visto che di programmi nessuno ha parlato… Il rischio di sparire è pari alla possibilità di vittoria. Uniti ce la potrebbero fare, divisi sarebbero i responsabili dello sfascio”.
Alessandrini, secondo lei il Pd potrebbe accettare di appoggiare un candidato di Rifondazione?
“Questo turno elettorale – riprende Alessandrini – il centrodestra ci ha offerto su un piatto d’argento la vittoria. L’unica via per ottenerla è andare uniti, confrontandosi su idee e progetti comuni della sinistra Civitonica. Il nome del candidato sindaco, quando si ha un progetto credibile e calato sulle esigenze del territorio è assolutamente secondario e sarebbe successivamente scaturito da un confronto sano su più nomi, tra cui il candidato di rifondazione comunista se la gioca alla pari”.

Angelelli, oggi ha ancora senso parlare di destra e sinistra?
“Certo che ha ancora senso – dice Angelelli -. Anche se non più dal punto di vista ideologico. Mettiamola così, semplificando molto ovviamente, per me la differenza è sostanzialmente questa: un uomo di destra vuole dare a tutti le stesse possibilità, uno di sinistra le stesse opportunità. Tutti potenzialmente possiamo studiare nelle migliori università private del mondo, non tutti hanno realmente questa opportunità. La differenza è sostanziale”.

Alessandrini, quando si potrà avere una sinistra unita a Civita Castellana?
“Spero fin da subito – dice Alessandrini -, ma se ciò non dovesse accadere allora, subito dopo le elezioni, ci si dovrà rimboccare le maniche per lavorare ad un progetto comune, che abbracci l’intero comprensorio del distretto ceramico e che unisca le migliori menti in un unico contenitore, per il rilancio del nostro territorio attraverso una vera piattaforma programmatica di idee e progetti comuni”.

Angelelli, Civita Castellana sarebbe stata pronta ad un governo di “larghe intese”?
“Secondo me si – conclude Angelelli -. A livello locale contano le persone, le competenze ed il buon senso. Secondo me Civita Castellana è già pronta per un “esperimento” politico trasversale. Peccato non aver colto l’occasione”.

Paola Pierdomenico


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