Viterbo – Mentre il mondo della scuola fa il conto alla rovescia per la riapertura, i presidi Luca Damiani (Itt Leonardo Da Vinci di Viterbo), Fiorella Crocoli (Iis Fabio Besta di Orte) e Paola Adami (Itas Fratelli Agosti di Bagnoregio) lanciano un appello a ministero ed enti locali: “Noi ci stiamo organizzando – dicono – ma per ripartire abbiamo bisogno d’indicazioni chiare”.
Grande attesa da parte di tutti e tre i presidi per il nuovo documento del Comitato tecnico scientifico, la cui uscita è prevista per oggi. “Devono arrivare indicazioni illuminanti, che non lascino i dirigenti scolastici da soli a doversi assumere delle responsabilità estremamente gravose – è il commento di Damiani -. Un lessico vago che dice tutto e il contrario di tutto non serve a niente: ci vuole chiarezza”.
“Speriamo che il documento del Cts esca veramente oggi che sia veramente chiarificatore e non l’ennesimo scaricabarile, perché finora mi sono sentita presa in giro – aggiunge Adami -. Abbiamo dovuto chiedere addirittura lo scarico penale per i dirigenti scolastici, mi sembra veramente troppo”.
Per quanto di loro competenza, i tre dirigenti scolastici assicurano di aver adeguato i locali alle nuove esigenze di distanziamento e di non aver bisogno di spazi ulteriori per la didattica in presenza. Pronti anche i protocolli interni per organizzare gli ingressi e le uscite degli studenti e i locali per isolare chi manifesta sintomi da Covid, anche se Damiani puntualizza: “Ogni giorno in una scuola c’è qualche ragazzo che si sente male e i sintomi del Covid sono così variegati che questa cosa andrebbe spiegata un po’ meglio. Inoltre non si capisce bene chi sarà il referente Covid di cui si parla”.
Più problematica, almeno a Orte, è la questione dei banchi monoposto. Crocoli annuncia che “non arriveranno subito, perché all’inizio dovrebbero andare alle scuole del nord Italia, quindi per le nostre scuole medie stiamo cercando di organizzarci autonomamente”.
Ma la preside di Orte calca la mano soprattutto sulla mancanza di un “supporto veloce delle istituzioni che devono collaborare con noi. Ci sono dei servizi fondamentali connessi all’istruzione, come ad esempio i trasporti, su cui un dirigente scolastico non ha poteri. Nel caso di Orte, ci servono notizie sia dalla Cotral, che a quanto appreso sta aspettando le decisioni della regione, sia dal comune per lo scuolabus. Quest’attesa non fa altro che creare ansie ulteriori”.
Un ruolo fondamentale lo avranno anche le famiglie. Sia Damiani che Crocoli citano il patto di corresponsabilità scuola-famiglia e ricordano che gli studenti dovranno misurare la febbre prima di uscire di casa. “Quindi – concludono – noi partiamo dal presupposto che chi varca la linea della scuola sia esente da sintomi, altrimenti deve assolutamente rimanere a casa”.
“Credo che tutte le scuole siano pronte, abbiamo lavorato tutta l’estate per prepararci alla riapertura – aggiunge Adami – e a Bagnoregio abbiamo anche dalla nostra l’ottimo rapporto con le amministrazioni comunali per superare i problemi legati ai trasporti. Ma se non arrivano notizie certe dalle istituzioni superiori, non sappiamo cosa aspettarci”.
Poca convinzione anche intorno ai test sierologici volontari per il personale scolastico. Secondo Damiani “il fatto di non sottoporre gli studenti alla stessa indagine diluisce molto la validità dell’operazione, anche se mi rendo conto che è impossibile organizzare milioni di test”, mentre Adami è ancora più drastica: “Se non viene resa obbligatoria, una campagna di questo tipo serve a poco”.
“Cerchiamo di scartare le notizie che suscitano allarme, ma evitiamo anche il facile ottimismo – conclude Damiani -. Stiamo lavorando alla riapertura da giugno, ma le notizie sui contagi e le preoccupazioni più o meno fondate a volte sembrano remare in senso contrario a questo traguardo”.
Alessandro Castellani


