Viterbo – Il 14 settembre si avvicina e le incognite sul rientro a scuola sono ancora tante. Tra le principali, per quanto riguarda gli studenti delle superiori, c’è quella sui trasporti che nella Tuscia sono garantiti da Cotral, Atac e Ferrovie dello stato.
In tanti utilizzano i mezzi pubblici per raggiungere le aule più o meno distanti. Tra le mete principali, ovviamente, Viterbo, ma anche Tarquinia, Civita Castellana e non solo. Comuni più o meno corposi che ospitano una buona parte degli oltre 12mila studenti iscritti alle scuole secondarie di tutta la provincia.
Tra meno di tre settimane i giovani pendolari torneranno sui mezzi di trasporto che rappresentano un nodo cruciale ancora in fase di definizione.
Al momento né Cotral che Atac e Ferrovie dello stato hanno previsto corse aggiuntive in orario scolastico. Con la situazione attuale sia i pullman che i treni torneranno a riempirsi, pregiudicando in maniera sostanziale il distanziamento anti-Covid. E coinvolgendo, di riflesso, anche gli altri passeggeri che per altri motivi si troveranno costretti a utilizzare le linee scolastiche.
La vicenda è lunga e articolata e vede nell’ultimo atto l’audizione di ieri da parte di Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico-scientifico, in commissione cultura alla camera. “Sul trasporto pubblico locale – ha spiegato Miozzo – abbiamo dato alcune indicazioni che stiamo formalizzando: necessità di aumentare il numero corse, riorganizzazione degli orari di ingressi e uscite per dilazionare gli orari di punta, disinfettanti a bordo dei mezzi di trasporto e sollecitazione all’uso dell’app Immuni“.
Nel frattempo, in vista dell’ok definitivo di oggi, è arrivato il via libera della conferenza delle regioni sul documento con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Ma quello sui trasporti, sia a livello nazionale che regionale e provinciale, rimane un grande interrogativo.
Samuele Sansonetti
