Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo la città desiderosa di non crescere.
Gentile sindaco, le chiedo scusa se con questa fastidiosa missiva la turbo mentre sta godendo di qualche giorno di riposo.
Capisco che siamo in preda ai postumi del virus, quindi siamo tutti stressati e di conseguenza tutti i nostri impegni sono saltati o quantomeno posticipati.
Riguardo il nostro Sacrario, focal-point della città, la informo che non si presenta in maniera decorosa, è infestato di erbacce e sembra immaginarlo in una scena del film drammatica “The day after” dopo un bombardamento.
La bonifica del monumento e credo che non sia possibile rimandarla ulteriormente, viste anche le numerose richieste pervenute al sottoscritto da parte di altre associazioni di altre città che vorrebbero visitarlo, peraltro lo scenario non è piacevole nemmeno per i turisti giunti a Viterbo.
In questo caso, quello che si è notato, è che le maestranze, nonostante la lista delle cose da fare in città, hanno dato la precedenza al recupero immediato dei diritti e delle esigenze personali, tralasciando qualche intervento fondamentale per rendere accogliente la città.
Insomma è sembrata che la fuga degli addetti è avvenuta in maniera irrazionale, si sono perse le loro tracce, per ferragosto ci si aspettava un tocco di colore alla città, soprattutto in questo momento di disagio e di difficoltà è indispensabile fare un notevole salto di qualità, in particolare laddove il grigiore cittadino ha preso il sopravvento facendo perdere di dignità a gran parte dei monumenti storici e alle bellezze che fanno parte del patrimonio artistico locale.
Il Sacrario militare di Viterbo è un complesso architettonico e monumentali nato in un piccolo tempio dedicato a Santa Maria della Peste, eretto nel 1494 per invocare la protezione della celeste dalle pestilenze che spesso colpivano la popolazione viterbese.
Il tempietto è ben decorato sia esternamente che internamente, ove non mancano affreschi di pregio, il pavimento dell’edificio, per informazione, è stato realizzato con le stesse mattonelle della nota Cappella Mazzatosta.
Oggi il complesso monumentale è dedicato ai caduti della prima guerra mondiale e della seconda guerra mondiale, all’interno accanto all’altare sono elencati i nomi dei viterbesi che hanno combattuto sacrificando la propria vita nei due conflitti per consentire alla nostra patria di essere libera e democratica.
In sintesi oltre alla nota scarsa attenzione della Sovraintendenza delle belle arti dei monumenti dell’alto Lazio, la quale non interviene nemmeno per le normali manutenzioni ordinarie si somma anche l’incuria del comune di Viterbo.
A tal proposito Le chiedo, cosa si intende in questa città fare turismo? Qualora fosse possibile sarebbe interessante ascoltare qualche gemito o sussurro proveniente dall’oltre tomba di quei poveri martiri che ci hanno consegnato questo paese, per sapere cosa ne pensano di queste noncuranze.
Auguro a lei e tutto il suo staff di recuperare le energie necessarie per gestire al meglio la nostra città, sperando che ritorniate dopo questa breve pausa estiva con idee nuove, magari copiando progetti interessanti dalle altre città.
Con spirito fattivo porgo i saluti delle 20 associazioni “Assoarma” di cui mi onoro di rappresentare.
Ettore Scorza
Presidente delle associazioni d’arma
e combattentistiche della provincia di Viterbo