Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È difficile comprendere per gli addetti ai lavori, figuriamoci per i viterbesi, quello che è accaduto ieri in consiglio comunale all’atto della votazione del bilancio, che di fatto ha aperto la crisi al comune di Viterbo.
È tuttavia semplice invece riassumere ciò che fino ad oggi dalla opposizione abbiamo ogni giorno con forza evidenziato e cioè la situazione disastrosa in cui oltre 2 anni di questa amministrazione ha gettato la città senza un progetto senza una idea con un enorme deficit in termini di competenze e capacità da parte della giunta.
A ciò si aggiunga il “cannibalismo politico” da parte soprattutto di alcune forze della “defunta maggioranza” che dal primo giorno non hanno fatto altro che rincorrere posti e poltrone tra verifiche e rimpasti, convinti che l’amministrazione sia soltanto una torta da dividersi e non un servizio per i cittadini e trasformando il comune di Viterbo in un campo di battaglia a 360 gradi per le guerre di potere di alcuni “capibastone” locali per i quali appunto il capoluogo è solo una mucca da mungere o addirittura da barattare nel più bieco mercato delle vacche provinciale che si sia mai visto.
Una situazione politicamente indegna che offende non solo i cittadini ma anche le istituzioni del capoluogo ed alla quale la politica tutta non può che rispondere con una ferma e dura condanna dei metodi prima che dei contenuti.
Una crisi anche istituzionale che non può rimanere confinata nelle “segrete stanze della politica” ma che invece deve essere portata immediatamente alla attenzione dei viterbesi nel l’unico luogo a ciò deputato, il consiglio comunale, ed è per questo che inviteremo il sindaco a riferire immediatamente su quanto sta accadendo in apertura del prossimo imminente consiglio, prima di ogni altro punto all’ordine del giorno.
Una “parlamentarizzazione” della crisi necessaria a verificare per il bene della città di Viterbo se esiste o meno ancora una maggioranza che possa governarla o se viceversa indichi al sindaco la strada ex lege obbligata delle dimissioni con la decorrenza dei 20 giorni prima dello scioglimento del comune.
Non ci sono altre possibilità non accetteremo nessun’altra soluzione che non sia quella della massima trasparenza nei confronti dei Viterbesi di ciò che sta accadendo e delle motivazioni per le quali oggi il comune di Viterbo sia senza un bilancio, allo sbando ed in preda ad i più bassi istinti della politica delle poltrone, il sindaco ha il dovere morale giuridico e politico di riferire immediatamente al consiglio di aprire la discussione e all’esito di trarne le eventuali conseguenze per il bene della città.
Come consiglieri capigruppo della città di Viterbo abbiamo il dovere principale di salvaguardare le prerogative del comune di Viterbo preservandole prima di tutto dalle minacce e dai ricatti di politici senza scrupoli che prima della credibilità minano l’autonomia delle istituzioni democratiche del capoluogo trasformandole in una sorta di “colonie politiche” pronte ad essere scambiate o peggio sacrificate in un “risiko provinciale” giocato sulla pelle dei viterbesi.
Giacomo Barelli capogruppo Forza civica
Francesco Serra capogruppo viterbo dei cittadini
Lina Delle Monache capogruppo Impegno comune


