Viterbo – Dopo mesi di chiusura, anche le università italiane si preparano alla riapertura. Una riapertura che dovrà necessariamente tener conto delle nuove linee guida nazionali anti-Covid. Stilate dai singoli atenei hanno l’obiettivo di garantire il diritto allo studio, scongiurando soprattutto la fuga degli studenti fuori sede, ma mantenendo alto il livello di sicurezza.
Cosa accadrà dunque? Da settembre le facoltà italiane saranno a capienza ridotta: generalmente le aule potranno essere occupate solo al 50% e, in parallelo, ci sarà un potenziamento della didattica a distanza. Le lezioni saranno contemporaneamente trasmesse in live streaming per poter permettere anche agli assenti di seguire.
Poiché il numero degli studenti che potranno fisicamente essere a lezioni sarà dimezzato, gli atenei starebbero organizzando un sistema di prenotazione dei posti tramite app. I posti saranno disponibili fino a esaurimento e verrà indicato dove è possibile sedersi.
Esami e laboratori, invece, saranno solo in presenza e verranno organizzati secondo le modalità scelte da ciascun ateneo. Per accedere ad aule, biblioteche e altri spazi comuni bisognerà obbligatoriamente indossare la mascherina che potrà essere tolta solo all’aperto.
Per evitare assembramenti all’interno delle strutture verrà garantita la distanza di almeno un metro e dovranno essere pensati spazi in entrata e uscita dedicati per i flussi di studenti. Ogni aula dovrà, poi, disporre di gel disinfettante.
Non verrà misurata la temperatura, ma si richiede agli studenti di rimanere a casa in presenza di sintomi quale febbre, raffreddore e tosse e di informare l’ateneo che, a sua volta, lo comunicherà alle autorità sanitarie.
– Unitus, il protocollo anti-Coronavirus
