Viterbo – “La Tuscia può ripartire solo dal lavoro. Se non investiamo su questo difficilmente riusciremo a superare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid. Conseguenze che, sembra quasi che ce lo siamo dimenticati, all’interno di una crisi economica che stava già colpendo da anni tutto il sistema produttivo”.
Ripartire dal lavoro. Questo per il segretario regionale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti è il presupposto per affrontare la crisi della crisi. Il dopo Covid, che però è ancora in corso. “Ripartire dal lavoro” è anche il nome dato alla giornata di mobilitazione nazionale voluta da Cgil, Cisl e Uil. Questa mattina a Roma. Alle 9 e mezza a piazza del Popolo. Interverranno i segretari del Lazio di Cgil e Cisl, rispettivamente Michele Azzolla ed Enrico Coppotelli, e il segretario nazionale della Uil Pierpaolo Bombardieri che conclude.
Il segretario regionale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti
I temi della manifestazione. La lista è lunga: ammortizzatori sociali e vertenze aperte, riforma fiscale e lotta all’evasione, rinnovo contratti nazionali pubblici e privati, diritto all’istruzione e ad una scuola sicura, sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza e cultura, investimenti, politiche industriali, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile, mezzogiorno, legge per non autosufficienza, previdenza, inclusione sociale.
Viterbo – I sindacalisti Fortunato Mannino (Cisl), Giancarlo Turchetti (Uil) e Stefania Pomante (Cgil)
“Alla manifestazione andrò anche io – ha detto il segretario regionale della Uil Viterbo – per portare testimonianza e problematiche della Tuscia. Un territorio che rischia di pagare caro e amaramente il prezzo di questa nuova crisi che non solo va ad esasperare quella precedente e ancora in corso, peggiorata appunto da Covid, ma va anche a ristrutturare gli assetti sociali e a riscrivere regole e patti tra generazioni che finora li avevano caratterizzati. Il Covid non ha portato a una crisi economica come un’altra, ma sta portando verso un mondo diverso. Dove non soltanto saremo costretti a vivere con le mascherine, ma dove la democrazia, i rapporti di lavoro e gli stessi rapporti sociali stanno subendo una trasformazione radicale. E il rischio è che sia a tutto vantaggio di chi è già potente di suo e a tutto svantaggio dei lavoratori e delle famiglie”.
La strada per uscirne, per Turchetti, “è il lavoro. Investire sul lavoro e il territorio della Tuscia. Investire sulla trasversale e far ripartire le opere pubbliche, investire sul termalismo e i beni culturali, investire sul turismo. Insomma, far ripartire l’economia facendo ripartire il lavoro. E per farlo occorre fin da subito intervenire su quelli che sono i temi proposti dalla manifestazione di questa mattina. Organizzando i lavoratori, tenendo infine ben a mente che questo può accadere solo in un contesto libero e democratico dove si possa continuare ad esprimere e manifestare il proprio pensiero, i propri obiettivi e i diritti e le aspirazioni dei lavoratori che rappresentiamo”.
Daniele Camilli


