Viterbo – (sil.co.) – Ad appena 21 anni avrebbe avuto già il suo “portafoglio” clienti. Assuntori tra i 17 e i 27 anni cui avrebbe garantito la droga anche durante il lockdown. Gente pronta a farsi chilometri a piedi, acquattandosi tra vicoli e vicoletti del centro storico per non farsi beccare a spasso durante la quarantena dell’emergenza Covid, pur di raggiungere l’abitazione del fidatissimo pusher per acquistare stupefacenti.
Lui, il presunto pusher 21enne che avrebbe spacciato anche ai minorenni del capoluogo, è comparso mercoledì davanti al gip Savina Poli del tribunale di Viterbo per l’interrogatorio di garanzia dopo essere stato raggiunto nei giorni scorsi dalla misura cautelare degli arresti domiciliari chiesta dal pm Michele Adragna, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, che dallo scorso mese di giugno stavano investigando su un sospetto traffico di droga da lui gestito.
Responsabile secondo la procura di oltre 50 episodi di spaccio a minori e giovanissimi durante l’emergenza Coronavirus, il 21enne è comparso davanti alla gip Davina Poli accompagnato dall’avvocato Anna De Cesare, suo difensore di fiducia. Un interrogatorio durato pochi istanti perché il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere e la difesa, almeno per ora, non ha presentato alcuna istanza per una misura cautelare meno afflittiva.
Scortato dai carabinieri della sezione operativa del Norm della compagnia di Viterbo, al termine dell’udienza lampo è stato quindi riaccompagnato presso la sua abitazione, dove per il momento resterà ristretto agli arresti domiciliari.
Il giovane pusher, un viterbese residente in un abitazione nella zona del Salamaro, si sarebbe reso protagonista di più di cinquanta cessioni. Tra gli assuntori per l’appunto diversi minori e svariati adulti. Ai primi avrebbe ceduto stupefacente in prossimità degli istituti scolastici prima della loro chiusura causa Covid, per poi proseguire nel centro storico.
Proprio nel centro storico del capoluogo, secondo l’accusa, si sarebbe concentrata l’attività di spaccio e quindi la maggior parte delle cessioni. Il 21enne avrebbe sfruttato le impalcature presenti tra via San Clemente e via Sant’Antonio, appena dietro il palazzo papale per incontrare i giovani acquirenti in modo che dalla strada non potessero essere visti. Ma non solo. Gli “appuntamenti” sarebbero proseguiti pure nella ormai nota via Valle Piatta, teatro negli ultimi giorni di gravi fatti.
Il pusher si sarebbe accordato con gli acquirenti quando ancora si trovavano a casa ed una volta in zona, pochi istanti prima della cessione, avrebbe inviato loro la posizione e la foto del luogo dove incontrarsi.
Quando non poteva invece per qualche ragione raggiungere il centro, gli scambi sarebbero avvenuti direttamente nel quartiere Carmine, nei pressi di supermercati o uffici di servizi.
Le indagini del Norm coordinate dal pubblico ministero Michele Adragna della procura della repubblica di Viterbo in poco tempo avrebbero ricostruito la rete di spaccio tra pusher ed acquirenti messa in piedi tra marzo e giugno 2020.
A giugno il 21enne è stato sorpreso dai militari a spacciare una dose di marijuana ad un altro giovane viterbese proprio nel parcheggio di Valle Faul.
È da lì che hanno preso il via le indagini, andate poi a ritroso, accertando come nemmeno il lockdown avrebbe sopito la richiesta di stupefacente, tanto che alcuni di questi giovani nonostante le restrizioni sanitarie avrebbero effettuato tra un vicolo e l’altro diversi chilometri a piedi per raggiungere l’abitazione del pusher per approvigionarsi di stupefacente come hashish e marijuana.
– Spacciava droga durante il lockdown, giovane ai domiciliari

