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“Ai lavoratori è andato solo il 26% dei fondi stanziati dal governo per contrastare l’emergenza Covid”

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Viterbo – Oltre 112 miliardi di euro. E’ quanto il governo ha stanziato dall’inizio della pandemia Covid ad oggi. Per l’esattezza 112 miliardi e 859 milioni per contrastare gli effetti del Coronavirus sul sistema economico e sociale. Un intervento enorme, così ripartito. Il 48% è andato alle imprese, il 26% alla cassa integrazione e a sostegno al reddito e il restante 26% per aiutare i settori del lavoro dipendente e di quello autonomo.

I dati sono della Uil “e – ha detto il segretario regionale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti – è ora necessario che il governo apra un confronto con i sindacati per definire piani strategici di utilizzo del Recovery Fund e per promuovere in maniera efficace la ricostruzione economica e sociale del nostro Paese”.

“Dall’analisi dei dati – prosegue Turchetti – si evince come una notevole quota delle risorse sia stata destinata al sostegno delle piccole, medie e grandi imprese. Sotto forma di agevolazioni ed esenzioni fiscali, contributi a fondo perduto e garanzie pubbliche associate a finanziamenti bancari”.


Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario regionale della Uil Giancarlo Turchetti


Le misure per il sostegno dell’economia sono contenute nel “Decreto rilancio” varato lo scorso maggio, con le relative modifiche che ha apportato al testo del precedente decreto “Cura Italia” approvato nel mese di marzo e nel “Decreto agosto”, l’ultimo intervento legislativo emanato dal governo.

Nei prossimi mesi le imprese potranno beneficiare di oltre 67 miliardi di euro di sostegni economici. Nello specifico, 53 miliardi e 771 milioni di euro sono riconducibili a misure direttamente a beneficio delle imprese. E’ il caso, per esempio, dell’esenzione dal versamento dell’Irap, art.24 del Decreto rilancio, che genererà un onere per le casse dello Stato di 4 miliardi e 400 milioni di euro per il 2020, e dell’art.26 dello stesso decreto che mette a disposizione 2 miliardi di euro in crediti d’imposta e 4 miliardi di euro in dotazione del Fondo patrimonio Pmi con l’obiettivo di favorire la ricapitalizzazione delle imprese di medie dimensioni.

Inoltre, per favorire l’accesso al credito delle imprese, aumentare la liquidità delle stesse e facilitarne la permanenza sui mercati internazionali, sono stati rifinanziati il Fondo Sace, il Fondo centrale di garanzia Pmi e il Fondo Ismea che consentono di ottenere un finanziamento con la garanzia dello Stato concessa a titolo gratuito.

“Sebbene non sia possibile determinare a priori l’ammontare delle risorse che lo Stato dovrà effettivamente pagare nel caso in cui una o più imprese che abbiano richiesto la garanzia pubblica risultino insolventi – ha poi aggiunto Turchetti – resta tuttavia da segnalare che 35 miliardi e 700 milioni di euro sono stati destinati al fine di aumentare le dotazioni dei fondi Sace, garanzia e Ismea, a uso e consumo delle imprese. Dopodiché, anche i restanti 13 miliardi e 364 milioni di euro sono andati a sostegno di imprese e professionisti esercenti attività d’impresa attraverso misure ibride, come il contributo a fondo perduto a favore delle persone giuridiche e delle persone fisiche titolari di partita Iva, per un totale di 6 miliardi e 192 milioni di euro, il credito d’imposta per i canoni di locazione e il credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro”.


Fonte Uil - La ripartizione dei fondi stanziati dal governo per contrastare le conseguenze economiche del Covid

Fonte Uil – La ripartizione dei fondi stanziati dal governo per contrastare le conseguenze economiche del Covid


Per quanto riguarda invece i lavoratori dipendenti, le misure approvate con i decreti di marzo, maggio e agosto generano un impiego di risorse molto più ridimensionato. Misure che nello specifico riguardano congedi parentali (art.72 Decreto rilancio), aumento del numero di permessi legge 104 (art.73 Decreto rilancio), integrazioni salariali e aumento della tariffa oraria a favore del personale sanitario per il lavoro extra svolto durante gli ultimi mesi (art.29 Decreto Agosto). Interventi che nel complesso hanno generato una spesa di circa 4 miliardi e 379 milioni di euro per il 2020. Vale a dire meno di un decimo (8,1%) delle risorse messe a disposizione per le imprese.

Le lavoratrici e i lavoratori dipendenti possono beneficiare anche di misure ibride, in regime concorrenziale con i professionisti e gli autonomi. Le risorse, per un totale di 8 miliardi e 766 milioni per il 2020, sono distribuite sotto forma di sostegno al reddito dei lavoratori danneggiati dall’emergenza Covid per un valore complessivo di un miliardo e 680 milioni di euro. I lavoratori dipendenti e autonomi possono inoltre beneficiare delle indennità previste dal decreto di maggio, per la quale sono stati stanziati 6 miliardi e 380 milioni di euro, e di quelle del decreto d’agosto. 


Un cantiere

Viterbo – Un cantiere di lavoro


“In generale – ha sottolineato infine il segretario confederale Uil Domenico Proietti – circa la metà (48%) dei 112 miliardi e 859 milioni di euro messi a disposizione per il sostegno e il rilancio dell’economia del nostro Paese sono stati stanziati per finanziare misure a diretto ed esclusivo beneficio delle imprese. Considerando anche le risorse delle quali le imprese possono beneficiare in regime concorrenziale con i lavoratori autonomi, risulta che queste sono destinatarie di più della metà (60%) delle misure varate dal governo a partire dal mese di marzo 2020”. 

“Per la cassa integrazione e la creazione di fondi a sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti – ha concluso Proietti – sono stati invece destinati 29 miliardi e 779 milioni di euro, ovvero il 26% delle risorse totali, ovvero meno di un terzo di quelle destinate alle imprese”.

Daniele Camilli


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