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“Basta dipingere il lago di Vico come una terra dei fuochi 2.0”

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Alessandro Pontuale

Alessandro Pontuale

Lago di Vico

Lago di Vico

Le nocciole della Tuscia

Le nocciole della Tuscia

Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Credo che sia arrivato il momento di mobilitarci. Di mobilitarci tutti. Di mettere da parte le diverse appartenenze politiche e simpatie ideologiche per contrastare gli ennesimi, ciclici, attacchi alla reputazione del nostro territorio, della nostra economia, delle nostre tradizioni.

Mi riferisco alla non più tollerabile campagna di disinformazione messa in atto dall’Isde, dai Comitati “AicsAmbiente” e “Non ce la beviamo”, dall’Onlus Accademia Kronos, da professori universitari “battitori liberi” e compagnia cantando. Nello specifico leggere serie di articoli dati alla pubblicazione da questi soggetti sullo stato di salute del Lago di Vico e delle sue acque, su possibili procedure di infrazione valutate dalla Commissione europea. Dobbiamo sostenere con forza, convintamente, tutte quelle Amministrazioni e quelle associazioni di categoria, organizzazioni di produttori e di operatori che metteranno in campo tutte le iniziative possibili per contrastare questo ingiustificato massacro mediatico compiuto, con perfezione chirurgica, ai danni del nostro comprensorio.

All’interno della caldera del Lago di Vico, così come al di fuori di essa, nei comuni di Caprarola e Ronciglione, è vivo e presente il sacrificio di intere generazioni di lavoratori, di agricoltori, che con il sudore della loro fronte hanno contribuito a rendere questo Territorio un Territorio riconosciuto e preso come esempio da seguire, da altre realtà nazionali ed extra nazionali, nel campo della lavorazione e della produzione delle nocciole. Un percorso che ha avuto un’inevitabile ricaduta economica positiva su tutto l’indotto di comparti, settori, che più o meno direttamente hanno beneficiato di questa eccellenza: il commercio, l’artigianato, l’edilizia, il turismo.

Si anche il turismo. Perché ci sono studi scientifici, relazioni, dati e statistiche oggettive, che dimostrano indiscutibilmente come la coltivazione del Nocciolo, il radicamento nel nostro territorio, anche all’interno della caldera del Lago di Vico, di questo tipo di produzione agricola ha contributo a difendere, a tutelare, a preservare il Lago di Vico, le sue acque, il suo Ambiente. La coltivazione del nocciolo è oggettivamente riconosciuta come una tra le coltivazioni ambientalmente meno impattanti. Se oggi, al posto dei noccioleti, intorno al Lago di Vico avessimo avuto la monocultura di vigneto o di meleto (che in Toscana e in Trentino vengono usate come spot pubblicitario per promuovere i loro territori…) allora si che sarebbero stati dolori, ambientalmente parlando.

Gli agricoltori di oggi sono tutti lavoratori, imprenditori, al passo con i tempi, sempre aggiornati e professionali. Che seguono tutte le buone pratiche tracciate dalla normativa vigente e le irregolarità di pochi non possono essere usate scorrettamente da questi “movimenti” pseudo ambientalisti per gettare fango su tutta la categoria.

Questo continuo denigrare, non suffragato da basi scientifiche, il territorio dei comuni di Caprarola e Ronciglione rischia di causare dei danni economici enormi, sta già avvenendo purtroppo, non soltanto agli agricoltori ma anche, se non  soprattutto, per il danno all’immagine che ne scaturisce, a tutti i commercianti, agli artigiani, agli operatori del settore turistico, ricettivo, a chi ha costruito o comprato una casa in quella che viene da questi soggetti rappresentata come una Terra Dei Fuochi 2.0.
Per tutte queste ragioni, e per altri motivi che non mancheremo di rappresentare più avanti, bisogna in questa battaglia essere vicini ai sindaci di Caprarola e di Ronciglione.

Alessandro Pontuale

Consigliere comunale Caprarola Fratelli d’Italia
 


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