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Da cameriere a chef, il viterbese Andrea Fanti si inventa il “sushi viterbese”

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Andrea Fanti

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Ronciglione – Dalla cucina toscana e laziale delle nonne a Miami e ritorno, fino a diventare responsabile degli eventi di gala dell’Accademia militare di Modena prima di tornare definitivamente a casa. Col Giappone nel cuore.  

E’ lo chef viterbese Andrea Fanti, che dopo tanto girovagare, assaggiare e sperimentare si è fermato a Ronciglione, dove ha inventato il “TushiaMaki”, un piatto inedito e originale che coniuga i sapori della sua Tuscia con la cucina del paese del sol levante.

E’ l’evoluzione del “sushi viterbese”.

“Nella zona – spiega chef Fanti –  non ci sono ristoranti di sushi e allora ho pensato di proporlo nel menù. Il nostro è realizzato con prodotti freschissimi e rivisitato con verdure locali”. 

Ingredienti del TusciaMaki sono il riso originario Mirin, l’alga nori, il manzo proveniente da un’azienda locale, idem il formaggio caprino così come locali sono i funghi porcini e il tartufo nero estivo, e in ultimo le nocciole della maionese. 

“Il TusciaMaki  – spiega Fanti, che ha iniziato a 18 anni come cameriere negli States e oggi è tra i soci di un ristorante sul lago di Vico – è un concetto che si sviluppa nella realizzazione di un piatto dove il riso originario giapponese coltivato in Italia, insieme alla tradizionale alga nori, avvolge un carpaccio di manzo accompagnato dai caratteristici funghi porcini dei Monti Cimini e una mousse di formaggio di capra. Il roll viene poi impreziosito da abbondante tartufo e maionese artigianale alle nocciole”.

“Ho vissuto tra Viterbo e Firenze, due luoghi con materie prime che hanno segnato il mio percorso – racconta – il finocchietto selvatico, le spezie, le verdure e i legumi laziali, e poi la Toscana con le sue carni: dallo stracotto, al peposo, alla fiorentina. Fin da piccolo assaggiavo tutti i piatti della nonna, mi piaceva farlo mentre erano in preparazione, un tripudio di odori e sapori che ancora oggi mi riportano ai pranzi domenicali e allo stare bene insieme”.

A Miami, dove è giunto appena 18enne, è rimasto cinque mesi. Poi è tornato in Italia per frequentare il Campus Etoile Academy Boscolo di Tuscania: “Uscito da lì ero una macchina da guerra”.

Fondamentale l’esperienza di Modena: “In Accademia riuscivamo a mettere a tavola fino a novecento persone tra colazione, pranzo e cena, un’esperienza molto gratificante, con illustri personaggi ed eventi esclusivi”.


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