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Viterbo – “Il campanile della basilica della Quercia è uno dei più belli che il rinascimento ci ha lasciato”. Il professore di storia dell’architettura Enzo Bentivoglio è intervenuto ieri pomeriggio al convegno per i 550 anni dalla fondazione della basilica della Quercia. Un incontro sulla storia della basilica e sulle sue caratteristiche artistiche.
“Questa basilica – ha detto Bentivoglio – è un connubio di espressioni artistiche. Lo slancio dei pilastri d’angolo è tutto verso la cupola. L’apparato del campanile è realizzato non su una pietra docile come può essere il marmo, ma sul peperino. E i suoi dettagli sono approfonditi. Questo campanile insieme a quello di Ferrara è uno dei più belli che il rinascimento ci ha lasciato. Il piede del campanile ha una forza e una potenza nella materia che è incomparabile”.
Poi la descrizione del soffitto a cassettoni e della facciata. “All’esterno – ha aggiunto il professore – troviamo una rovere perché la facciata viene portata avanti sotto papa Giulio II della Rovere, poi troviamo i due leoni che sono il simbolo di Viterbo. Tutta la facciata viene completata per volontà di Leone X”.
A fare gli onori di casa don Massimiliano Balsi e la responsabile della pro loco di Viterbo Irene Temperini. E proprio don Massimiliano ha ricordato le tappe storiche della basilica. Nel 1417 l’immagine della Madonna viene dipinta e posta su una quercia e diviene fonte di venerazione. Poi il 1467 quando i viterbesi furono liberati dalla pestilenza e stipularono il patto d’amore tra la città e la Madonna della Quercia. Passaggio fondamentale anche la posa della prima pietra della basilica nel 1470. Ed è qui che nel tempo hanno lavorato grandi artisti del rinascimento italiano.
A ricordare qualche nome è stata Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Viterbo. “E’ qui che troviamo grande maestranza – ha spiegato -. Troviamo il lavoro di artisti come Giuliano da Sangallo che ha progettato la basilica. L’edicola marmorea che custodisce l’immagine della Madonna è di Andrea Bregno. Ci sono poi le lunette in terracotta di Andrea della Robbia e il soffitto a cassettoni di Antonio da Sangallo il Giovane. Un soffitto che è stato ricoperto d’oro per volere di Paolo III Farnese”.
A intervenire anche il sindaco Giovanni Arena che ha rivolto il suo ringraziamento agli organizzatori e agli ospiti per aver realizzato un incontro “approfondito su una parte fondamentale della storia della città”. Ai ringraziamenti del sindaco si è unito l’assessore alla Cultura Marco De Carolis. “Come assessorato – ha detto De Carolis – continuo a ricordare l’importanza del nostro patrimonio artistico”.
De Carolis ha fatto anche un accenno al difficile momento storico e alla necessità di guardare avanti con fiducia. “Con il sindaco e la giunta – ha aggiunto – abbiamo tutti gli strumenti per cercare di affrontare questo momento particolare e per costruire un futuro più sereno”.
Al termine dell’incontro è stato presentato il video promozionale del santuario a cura di Stefano Fiori.
Maurizia Marcoaldi





