Civitavecchia – Due eventi per celebrare i 150 anni della capitaneria di porto di Civitavecchia.
Dal 16 settembre 1870, quando i fucilieri della Corazzata Terribile issarono il tricolore su Forte Michelangelo, al 16 settembre 2020, quando è in programma l’importante giornata di celebrazioni.
La presentazione è avvenuta ieri nel cortile interno della capitaneria. Presente il nuovo comandante Francesco Tomas, subentrato a fine giugno al contrammiraglio Vincenzo Leone.
“E’ proprio Leone l’artefice di tutto – ha spiegato Tomas –. Per noi è un compleanno importante ed e giusto sottolinearlo con due eventi solenni e sobri“.
Alle 18,30 verrà celebrata una messa che vedrà la partecipazione del cardinale Marc Ouellet, prefetto della congregazione per i vescovi. Saranno inoltre presenti Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, e Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia e Tarquinia.
Successivamente avverrà la scopertura della statua “Il bacio della memoria di un porto” che verrà collocata lungo il molo del Bicchiere.
L’idea di donare una nuova statua al porto è stata di Ivana Puleo, operatrice dello scalo, che nel corso della conferenza ha fornito alcuni dettagli sull’opera.
“Il bacio è un gesto ricorrente – ha raccontato quest’ultima – e la statua vuole rappresentare un bacio della memoria. Un bacio per non dimenticare. Il materiale di costruzione è il bronzo e l’altezza è di quasi tre metri. La ragazza veste con abiti estivi degli anni ’40 mentre il marinaio indossa la vecchia divisa della Regia capitaneria di porto.
A scoprirla saranno il signor Mario e la signora Maria, marito e moglie di 92 e 86 anni, e i piccoli Sofia e Tommaso, 15 e 11 anni. Sono stati scelti per dare il messaggio che la memoria è una cosa che si passa di mano in mano e che se si passa non svanisce”.
L’opera è stata realizzata in memoria delle persone partite dal porto e mai più tornate. Il costo complessivo è di 32.600 euro.
Presenti alla conferenza anche il sindaco Ernesto Tedesco e il presidente dell’autorità di sistema portuale Francesco Di Majo.
“Eventi come quello del 16 settembre coinvolgono e caratterizzano tutta la città” ha spiegato il primo, mentre il secondo ha concluso che “la memoria serve a evitare di commettere gli stessi errori e in questo senso la nuova statua può dare un contributo importante”.
Samuele Sansonetti




