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Compatibilità ambientale ok, via libera alla nuova cava di pozzolana in località San Cataldo

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Bomarzo

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Bomarzo – C’è la compatibilità ambientale, via libera alla nuova cava di pozzolana in località San Cataldo. La determina contenente la pronuncia di compatibilità ambientale è pubblicata sul Bur della Regione Lazio del primo settembre. Ma il parere favorevole della Soprintendenza è condizionato alla supervisione da parte di un archeologo dei lavori di coltivazione e recupero ambientale.

La determina contenente la pronuncia di compatibilità ambientale è stata siglata lo scorso 4 agosto dalla responsabile della direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti Flaminia Tosini e pubblicata sul Bur della Regione Lazio del primo settembre. 

L’istanza di valutazione di impatto ambientale è stata presentata il 30 gennaio 2019 dalla società Inerti Bomarzo che ha depositato il progetto di apertura del nuovo sito estrattivo.

Si tratta di una cosiddetta cava a fossa, finalizzata alla coltivazione di un giacimento di pozzolana da utilizzare nella produzione di malte cementizie, nell’edilizia e nei cantieri stradali in un’area non interessata da vincoli paesaggistici e con riserve minerarie tali da permettere una vita estrattiva ultradecennale.

Il 30 ottobre dell’anno scorso aveva espresso parere negativo al progetto la Soprintendenza che nel corso della seconda conferenza dei servizi ha poi condizionato il parere favorevole ad alcune prescrizioni, ovvero la supervisione da parte di un archeologo  dei lavori di coltivazione e recupero ambientale.

Nell’area sulla quale sussiste solo un vincolo idrogeologico per una falda acquifera a oltre 40 metri di profondità, non ci sono boschi e sono assenti colture pregiate, come ad esempio vigneti, e anche l’impatto visivo è nullo, da punti d’osservazione sia statici che dinamici.

L’area di intervento è di 249mila metri quadrati, mentre il cantiere estrattivo è di 142mila metri quadrati, e ricade completamente all’interno di una precedente cava, coltivata però solo parzialmente nel settore orientale. Il cantiere estrattivo in esame si sviluppa invece nel settore occidentale e nella sua zona mediana è evidente una morfologia riconducibile alla precedente attività antropica, che ha portato alla formazione di una scarpata a profilo unico e debole pendenza con un andamento prevalentemente rettilineo. 


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