Viterbo – La crisi c’è e si vede. Il chiarimento fra i partiti di maggioranza a palazzo dei Priori è ancora lontano. Dopo Santa Rosa, ma parecchio dopo.
Il centrodestra è tornato in consiglio comunale a fine agosto per approvare l’affidamento in gestione della piscina comunale. Dopo un dibattito fiume è arrivato l’ok al centro federale Fin, ma le posizioni politiche sono rimaste le stesse. Più o meno.
Forza Italia ha recuperato il voto di Isabella Lotti, mentre Fondazione ha mantenuto la posizione critica all’interno della coalizione che sostiene il sindaco Arena. Seppure in forma soft e senza troppi clamori.
Santucci si è astenuto e Insogna, che ha finora ha sempre votato no, era assente. Con il capogruppo a rimarcare come il 17esimo consigliere presente fosse di Fondazione, nel giorno del consiglio. Ovvero, fondamentale per garantire i numeri alla maggioranza.
Da quel giorno, il silenzio. Sulla riorganizzazione della giunta, sulle intese da trovare per ricompattare il centrodestra. Un silenzio che parla di rapporti tutt’altro che rinsaldati.
La situazione è ancora lontana dall’essere risolta e a quanto pare, non mancano occasioni di, se non proprio scontri, di attriti. Soprattutto tra Fratelli d’Italia e Fondazione, anche in giunta, si mormora.
Problemi che il sindaco adesso è chiamato a mediare, ma che prima o poi (più prima che poi) dovrà risolvere.
Non a caso, Santucci lo aveva sottolineato: “Il problema è di prospettiva e governo dell’amministrazione – aveva detto Santucci in consiglio comunale – condividere un percorso che ci porti alla votazione di un bilancio innovativo che cambierà il volto della città”.
Trattandosi di bilancio, con tanti gruppi a contare, serve il primo cittadino che tiri le somme. Altrimenti sono guai.
“La crisi si aprirà – sostiene Santucci – se non saremo in grado di dare risposte che la città chiama come un’emergenza”.
Qualcosa che assomiglia a un avvertimento, subito ammorbidito da una rassicurazione: “Non vedo motivi per sciogliere l’amministrazione comunale, ma vedo motivi per lavorare di più”. Chissà cosa ne pensano gli alleati…
Giuseppe Ferlicca

