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“A due giorni dall’inizio delle lezioni il comune ha comunicato che lo scuolabus non sarebbe partito”

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Vignanello

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Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdi 11 settembre è stata pubblicata sul sito istituzionale del comune di Vignanello una comunicazione del sindaco in cui ci dice che il servizio di trasporto scolastico con lo scuolabus non partirà, perché ci sono norme anti-Covid poco chiare, le ultime uscite il 7 settembre.

Considerato che non tutti frequentano spesso il sito del comune, alle 18,35 del giorno seguente, sabato 12 settembre, sul profilo Facebook dell’amministrazione compare un post che riprende il senso della comunicazione sopra citata, farcito con tante altre belle parole. Tutto questo è accaduto a due soli giorni dal presunto inizio del servizio: lunedì 14 settembre.

Riteniamo che queste comunicazioni rappresentino una totale mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie che hanno concretamente bisogno del servizio scuolabus. Una comunicazione del genere con soli due giorni di anticipo è scorretta e irrispettosa.

La verità è che fino a pochi giorni dall’inizio dalla scuola, con una capienza consentita del 50% dei ragazzi sugli scuolabus, l’amministrazione ancora non aveva preparato una soluzione  al problema.

Sarebbe stato più corretto avvisare tutti per tempo dando modo alle famiglie di organizzarsi e far fronte al disservizio creato.

Entrando nel merito poi, ricordiamo che lo scuolabus nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno è stato interrotto per il lockdown, generando quindi un risparmio scaturito dal mancato pagamento della partecipazione comunale.

Perché allora non è stato usato quel risparmio per fornire agli uffici preposti strumenti validi per organizzare il servizio in maniera sicura ed efficiente, come fanno ogni anno d’altronde? Si sarebbe potuto usare un terzo scuolabus che avrebbe potuto effettuare un ulteriore giro, alleggerendo la capienza degli altri due già in uso. Parallelamente si sarebbe potuto organizzare un servizio di piedibus per poter evitare inutili assembramenti fuori dagli edifici scolastici, dove genitori e nonni dovranno per forza recarsi per accompagnare i bambini a scuola.

Che idea di comunità ha un’amministrazione che non pone le famiglie ed i bambini che frequentano le scuole in cima alle proprie priorità, creando loro un disservizio come questo e poi pubblicando comunicati che hanno solamente il sapore di un inutile alibi?

Cosa altro può esserci di importante in una comunità come la nostra se non la priorità della qualità della vita dei nostri bambini e del loro percorso di studenti, anche in questa emergenza Covid, al punto da non destinare tutte le risorse economiche possibili per affrontare questioni logistiche sicuramente non semplicissime ma che una buona programmazione avrebbe potuto risolvere?

Nei vari comunicati tardivi non abbiamo letto nessuna parole di scuse, le uniche che avrebbero avuto un senso dopo questa grave mancanza.

Gruppo consiliare di minoranza
“Le cose in comune”


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