Viterbo – Oltre 2 mila euro in più in busta paga per i lavoratori della Ferrero, l’azienda sbarcata pochi anni fa anche nella Tuscia, territorio che, assieme a quello piemontese dove la multinazionale è nata, rappresenta uno dei maggiori produttori di nocciole in Italia. Si tratta del premio legato agli obiettivi raggiunti nel corso dell’anno. Cifra, 2200 euro lordi per il periodo 2019/2020, frutto di un accordo siglato con i sindaci Fai Cisl, Flai Cgil e Uila il 17 settembre scorso.
“Ogni azienda – spiega Sara De Luca della segreteria Fai Cisl di Viterbo – ha uno strumento che può essere utilizzato per portare i propri dipendenti verso un obiettivo importante. Un premio di risultato che l’impresa eroga al dipendente se raggiunge un certo obiettivo”.
Viterbo – Sara De Luca della Fai Cisl
“L’incontro – sottolinea una nota dei sindacati – ha consentito alle parti di analizzare gli andamenti di mercato, le prospettive produttive aziendali, i programmi di investimento per gli stabilimenti e le unità aziendali italiane, così come le tendenze occupazionali e le iniziative previste dal vigente accordo integrativo aziendale. Nel corso dell’incontro con la direzione aziendale della Ferrero si sono poi esaminati gli andamenti gestionali aziendali determinando la cifra del premio per l’esercizio 2019/2020”.
Il premio è stato determinato dall’andamento di due parametri. Il risultato economico ottenuto dall’azienda (il 30% del premio) e il risultato gestionale (70% del premio) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento.
Caprarola – Il Progetto Nocciola Italia Ferrero
“I sindacati – prosegue De Luca – hanno inoltre espresso piena soddisfazione per come è stata fronteggiata l’emergenza Covid in tutte le sedi aziendali. Non solo le persone hanno potuto lavorare in piena sicurezza, ma è stata garantita pienamente la continuità dell’attività produttiva e la presenza sui mercati”.
Le nocciole della Tuscia
La Ferrero è una multinazionale costituita da 104 società a livello mondiale e 31 stabilimenti produttivi. I prodotti Ferrero sono presenti in oltre 170 paesi. Il gruppo ha infine chiuso il bilancio 2019 “con un fatturato consolidato – sta scritto sul sito internet della multinazionale – di 11,4 miliardi di euro, con un incremento del + 6,2% rispetto all’anno precedente, che aveva registrato un fatturato consolidato di 10,7 miliardi di euro. Le vendite di prodotti finiti sono aumentate di circa il 6% trainate dai mercati di Germania, Francia e Stati Uniti”.
Daniele Camilli


