Civita Castellana – (g.f.) – “Amministrazione Caprioli caduta per colpa della Lega”. A quattro mesi dalle dimissioni dell’ex sindaco e a pochi giorni dal ritorno anticipato al voto, Paola Goglia decide di raccontare come si è arrivati alla caduta dell’amministrazione di centrodestra, ad appena un anno da un’elezione trionfale, con un risultato più che lusinghiero.
Goglia, eletta nella lista della Lega, poi diventata assessora a Lavori pubblici e Urbanistica, per essere poi sostituita a pochi giorni dalla crisi, racconta la sua verità sulla breve durata della coalizione Lega-FdI.
“La frattura – spiega Paola Goglia in una lettera aperta – è maturata solo ed esclusivamente all’interno della Lega, pianificata a tavolino da pochi soggetti con l’intento di isolare il sindaco ed esautorarlo da ogni potere decisionale, ponendo al suo fianco assessori più allineati alle loro direttive.
Per raggiungere l’obiettivo l’oligarchia di partito non si è fatta scrupoli e ha utilizzato ogni mezzo, anche le forze di opposizione e la stampa. Ma si sa in politica gli amici di oggi possono diventare i nemici di domani. Peccato che questo modo di ragionare non mi ha mai affascinato, non avendo interesse alla carriera politica ma solo al benessere dei cittadini ed al progresso del paese.
Per questo motivo sono stata accusata dai miei compagni di partito di essere un tecnico più che un politico, in buona compagnia dell’assessore al bilancio e del sindaco”.
È andata così, ma la storia poteva essere diversa. “Se la Lega fosse stata un partito strutturato sul territorio con un direttivo, una base e organi esterni deputati a giudicare l’azione degli amministratori, non ci sarebbe stato l’epilogo infausto al quale abbiamo assistito e che ha di fatto vanificato il voto espresso a larga maggioranza dai cittadini”.
Giunta e consiglieri di maggioranza non sono andati molto in sintonia: “ La frattura insanabile tra i due organi politici si è manifestata subito dopo il lockdown, non per problematiche ambientali o di altra natura che la giunta non fosse in grado di affrontare, ma per la mancata collaborazione dei consiglieri, che hanno preferito distruggere tutto il lavoro positivo svolto in un anno (compresa la parentesi pandemia) e il consenso popolare raggiunto, piuttosto che confrontarsi in un dialogo aperto e costruttivo, arrecando un danno d’immagine irreversibile al partito ed alla coalizione di governo”.
L’ex assessora ne ha pure per quello che è accaduto poi, l’alleanza in vista del prossimo impegno elettorale. “I vertici di partito hanno manifestato più volte l’intenzione di candidare a sindaco un politico, evidentemente il tecnico non è stato a loro giudizio un valido nocchiero.
Fatto sta che, dopo la caduta dell’amministrazione, abbiamo assistito a un bel teatrino estivo, con rocambolesche alleanze a due, poi a tre, defezioni dei fondatori stessi della Lega locale, ingresso di due ex assessori e un ex consigliere in Fratelli d’Italia con tanto di candidatura nella lista principale, allontanamento spontaneo di tanti ex consiglieri, candidatura a sindaco di un giovane, sbandierata ai quattro venti sui media e poi ritirata in tutta fretta sotto il pressing della stessa base elettorale.
Uno scenario veramente deprimente al quale ho assistito da spettatrice questa volta”. Paola Goglia, infatti, non si è candidata.
“Io ho dato il mio contributo e ringrazio il sindaco in primis che mi ha dato fiducia, gli assessori Marco Gemma e Alberto Cataldi, che non conoscevo ed ho conosciuto sul campo, sempre presenti, concreti e collaborativi, i funzionari e il personale che lavora tutti i giorni sotto stress, per una burocrazia opprimente che toglie tempo ed energie per le cose importanti, e tutti i cittadini che mi hanno sostenuto, apprezzando il mio impegno e riconoscendo i miei meriti. Ora la parola ritorna al popolo”.
