Teheran – Il campione iraniano di wrestling Navid Afkari, 27 anni, è stato giustiziato questa mattina a Shiraz per impiccagione.
L’atleta era stato condannato a morte con l’accusa di aver accoltellato un agente in borghese durante le proteste anti governative del 2018.
In una registrazione audio trapelata dalla prigione in cui era detenuto, Navid Afkari affermava che la confessione dell’omicidio con cui lo avevano condannato a morte gli era stata estorta con la tortura.
Non solo. Il suo avvocato ha sempre insistito che non ci fossero le prove di colpevolezza per condannare a morte l’atleta. Secondo il legale, infatti, non ci sono video che mostrano il momento dell’uccisione dell’agente, e il filmato utilizzato come prova era stato girato un’ora prima che venisse commesso l’omicidio.
Molti settori della comunità internazionale sono intervenuti sul caso del wrestler iraniano. Oltre 85mila atleti di tutto il mondo avevano chiesto a gran voce la scarcerazione di Navid Afkari e lo stesso presidente americano Donald Trump aveva chiesto che gli venisse risparmiata la vita. La “World players association” aveva affermato che l’atleta era stato ingiustamente preso di mira per aver preso parte alle proteste del 2018 e aveva addirittura chiesto l’espulsione dell’Iran dalle competizioni sportive mondiali se il wrestler fosse stato giustiziato. Ma a nulla sono valsi gli appelli internazionali e questa mattina a Navid Afkari è stato messo il cappio intorno al collo.
Il wrestler era stato arrestato il 17 settembre 2018 insieme ai fratelli Vahid e Habib. Navid era stato condannato a morte, Vahid a 54 anni di carcere e 74 frustate e Habib a 27 anni di carcere e 74 frustate.
Edoardo Venditti
