Viterbo – “Dirigenti, docenti, amministrativi e collaboratori scolastici trovino la giusta motivazione per iniziare un anno che non sarà semplice”. E’ per questo che la Uil scuola ha deciso di regalare una mascherina a tutti gli istituti della provincia. Silvia Somigli, segretaria organizzativa regionale, ne parla come di un gesto di vicinanza e presenza certa, in un momento dove di certo c’è poco.
L’inizio delle lezioni si sta avvicinando.
“Una tempesta quasi perfetta sta per abbattersi sul rientro in classe: l’allarme è già suonato in alcune regioni come il Veneto, la Liguria e la Campania. I presidi potrebbero trovarsi senza collaboratori scolastici e gli alunni senza professori. Non solo, è rimasta vuota una parte delle cattedre per le quali era prevista l’assunzione di 85mila insegnanti. Ma il Covid-19 porta con sé anche un’altra emergenza”.
Ce ne parli?
“Quella dei ‘lavoratori fragili’ che nella scuola italiana potrebbero essere parecchi. Per legge, infatti, rientra nella definizione chi è affetto da più patologie contemporaneamente, gli immunodepressi, i pazienti oncologici. Si possono aggiungere anche coloro che hanno più di 55 anni (nel 2019 su 730 mila insegnanti di ruolo, quelli con più di 54 anni erano oltre 300 mila): non tutti ovviamente, ma coloro per i quali il medico Inail deciderà che è necessaria la sorveglianza sanitaria eccezionale prevista dalle regole generali di tutela dei lavoratori e da quelle emanate nei mesi scorsi per tutti coloro per i quali il contagio da Covid potrebbe avere conseguenze anche molto gravi, se non fatali.
Il problema è che per ora i dirigenti hanno le mani legate, perché mancano delle linee guida che definiscano cosa fare con questa categoria. Una volta che il medico poi ne ha certificato la condizione di salute, vanno messi in malattia e lasciati a casa, dichiarati parzialmente o totalmente inidonei e spostati ad altro servizio o può bastare l’adozione di maggiori precauzioni come per esempio l’uso di mascherine Ffp2 con eventuale visiera al posto di quella chirurgica? Ecco, sono preoccupata, le persone devono lavorare con tranquillità e in questo momento non c’è.
Infatti, registriamo un aumento dei contagi e questo mette apprensione e i docenti fragili, con delle patologie, hanno paura. Questa è una questione che non è stata affrontata e che necessita, invece, di una soluzione. Sarebbe stata utile una rilevazione su quanti insegnanti si trovano in condizioni di ‘fragilità’ per poi studiare una risposta concreta. Enti locali, province, comuni stanno lavorando, ma direttive certe ancora non ci sono. Vedo solo tante chiacchiere e tanti slogan ma poca concretezza e soprattutto un forte ritardo per colpa del ministero”.
Quindi?
“Con questa pandemia da Covid-19, purtroppo, non si può avere rischio zero. Noi stiamo dando supporto alle scuole, abbiamo sottoscritto anche un protocollo ma non è attuato e la colpa è dei ritardi del ministero. Il ministro stesso non ci ha voluto ascoltare, mentre avevamo poche soluzioni ma rapide ed efficaci.
Noi sindacati vediamo invece nei volti dei nostri dirigenti scolastici e degli insegnanti delusi la preoccupazione, anche di ammalarsi, perché a pochissimi giorni dalla riapertura non ci sono direttive chiare. Denunciamo, poi, la mancanza di coesione e di collaborazione con il ministero: le decisioni vanno prese insieme, lavorando insieme per lo stesso obiettivo e cioè che la scuola funzioni, educhi e formi i nostri ragazzi”.
La Uil scuola di Viterbo ha deciso di consegnare a tutte le scuole della provincia una mascherina. Perché questo gesto?
“E’ un simbolo di vicinanza, presenza certa e concreta e soprattutto solidarietà a tutti gli operatori del mondo della scuola viterbese dirigenti, docenti, amministrativi e collaboratori scolastici ai quali augura di trovare la giusta motivazione per ricominciare un anno scolastico che non sarà semplice.
Di certo, avranno al loro fianco un sindacato che non ha mai smesso di credere che senza la conoscenza e la cultura del sapere e dell’apprendere non si costruisce una società di giovani che hanno bisogno di ritrovarsi a scuola nel migliore dei modi, perché le fondamenta di uno stato sono l’istruzione dei suoi giovani”.
Paola Pierdomenico
