Roma – Cinquemila locali tra ristoranti, pizzerie e bar della capitale gestiti dalla camorra.
E’ quanto emerge da un’indagine dei carabinieri che, tra le province di Roma e Napoli, hanno arrestato 13 persone indagate, a vario titolo, per estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dal metodo mafioso ed esercizio abusivo del credito.
Dall’indagine sarebbero emersi diversi interessi economici del clan nella capitale e in particolare proprio sui ristoranti del centro. I carabinieri stanno anche eseguendo un sequestro di beni per 4 milioni.
Le indagini sono partite nel 2017: gli accertamenti avrebbero consentito di accertare che i clan gestivano attraverso dei prestanome diverse attività commerciali a Roma, riciclando i capitali illeciti in investimenti immobiliari e in macchine di lusso – sempre intestate ad altri soggetti – e estorcendo denaro con metodi mafiosi a chi non rispettava le regole.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Roma su richiesta della Dda.
