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Lo psichiatra: “Fittizi i quattro tentativi di suicidio di Andrea Landolfi in carcere”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

La scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Ronciglione – Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Ronciglione – Maria Sestina Arcuri è precipitata davanti al camino

Ronciglione – L’ha detto anche Andrea Landolfi, quando ha rilasciato spontanee dichiarazioni: “Ho tentato quattro volte di impiccarmi in carcere, perché non mi importava più niente della vita”. Poi ha aggiunto: “Io sono una persona morta, non deve venire uno psichiatra a dire perché”.

Il pugile romano 31enne accusato dell’omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri alludeva alla testimonianza dello psichiatra della Asl Alberto Trisolini, che lo ha visitato durante il ricovero all’ospedale di Belcolle dopo che aveva tentato di togliersi la vita nel carcere di Mammagialla, stilando il 14 novembre 2019 una relazione finita nel fascicolo della procura. 

Ieri, alla ripresa del processo per la morte della 26enne precipitata dalla scala di casa della nonna del fidanzato a Ronciglione la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, il pm Franco Pacifici ha approfondito col medico se si trattasse di veri o finti tentativi di suicidio. 

Trisolini ha parlato di “simulazione”, spiegando però di non voler intendere che si trattasse di una finta.

“Chi ha problemi mentali nega, lui invece manifestava. Un comportamento atipico. Noi ridimensionavamo, lui ci rimproverava. Si irritava, alzava la voce. Diceva ‘qualcuno pagherà quando mi sarò suicidato in carcere’. Era perché si difendeva a modo suo, ricorrendo alla ‘simulazione’. Voleva dimostrare quello che non era con comportamenti fittizi, fino all’autoconvincimento. Una forma evidente di autodifesa, senza malafede.  Umano. Quando uno soffre, ha diritto di difendersi. Un disturbo fittizio per amplificare la situazione di gravità e ottenere vantaggi”. 

Ma nessuno dei sintomi sarebbe stato compatibile con uno che veramente aspira a togliersi la vita.

“La diagnosi per Landolfi è disturbo di personalità di tipo antisociale, istrionico, narcisistico, borderline, cui si aggiungono gli abusi di alcol, cocaina e cannabinoidi segnalati sulla cartella clinica e la privazione della libertà. Dietro c’è molta sofferenza, potrebbe avere attivato meccanismi di difesa , ma sono escluse patologie gravi”. 


“Sestina non è stata lanciata dal parapetto e nemmeno spinta”

Tra i testi anche l’uno degli ex consulenti della difesa, sostituito quando sono subentrati gli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini. Si tratta dell’ingegnere senese Luca Scarselli, sentito in merito alla sua ricostruzione della dinamica della caduta.

“Condivido col Ris e con gli altri consulenti che su quella scala non si può rotolare, ma ritengo anche che Sestina non possa essere stata lanciata. Impossibile, per i vincoli geometrici, che possa essere stata lanciata, ma anche che sia stata spinta dalla seconda rampa, altrimenti sarebbe caduta di sotto in perpendicolare sulla cassapanca, invece è finita davanti al camino”, ha detto.

“Secondo me Andrea e Sestina, quale che sia stata la causa, hanno perso l’equilibrio insieme mentre stavano sulla seconda rampa, dalla parte del muro, come dimostrano le strisciate compatibili con i jeans che indossava Sestina e compatibili con le scarpe che portava Landolfi”, ha proseguito. 

£Per me la caduta è avvenuta quando sono arrivati sui tre scomodi gradini per il cambio di direzione a 90 gradi. Sestina, che inizialmente era più in alto rispetto a Andrea, deve essersi trovata davanti a lui, con la schiena rivolta verso i gradini della prima rampa”, ha ribadito più volte al pm, che voleva mettere a confronto il suo punto di vista con quello degli esperti del Ris, secondo i quali la 26enne è stata lanciata dal parapetto. 

Silvana Cortignani


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