Viterbo – Penne, matite, libri, colori e quaderni. Un gruppo di mamme, insieme ai loro figli, saranno domattina in piazza del Comune con tutto l’occorrente per iniziare l’anno scolastico.
Perché? Perché domani, 14 settembre, sarebbe dovuto essere il tanto atteso primo giorno di scuola per i bambini e i ragazzi di Viterbo. Quello che aspettano da marzo, quando con l’improvviso lockdown sono stati costretti a non mettere più piede tra i banchi di scuola. Salvo poi posticipare tutto di altri dieci giorni.
Da qui l’idea del sit-in “pacifico, ma arrabbiato” come si legge nella locandina creata dalle organizzatrici della manifestazione che è stata fatta girare in rete tra i genitori degli scolari di Viterbo.
“Non ce l’abbiamo con nessuno – ci tengono a precisare Micaela Rotelli e Delfina Morbidelli, che hanno avuto l’idea di scendere in piazza -. Non c’è una motivazione politica, non c’è alcuna voglia da parte nostra di attaccare il sindaco o chi per lui. Però quello che è accaduto non può passare sotto silenzio. Noi da settimane diciamo ai nostri figli che lunedì sarebbero rientrati a scuola e due giorni prima ci troviamo di fronte a questo cambio di programma”.
Lo slittamento, tra l’altro, pare non sia stato per nulla comunicato dalle scuole alle famiglie. Le mamme e i papà lo sono venuto a sapere dai giornali, ma non dalle segreterie degli istituti.
“Quello che ci sconforta è vedere il caos totale su decisioni di questo tipo – continua Micaela Rotelli -. Era davvero necessario aspettare il 12 settembre per ufficializzare che le scuole non avrebbero più aperto il 14, ma il 24? Capiamo benissimo che se non c’è sicurezza è meglio posticipare le aperture. Ma perché rendersene conto solo ora? Qualcuno ha pensato ai disagi che tutto questo comporta alle famiglie?”.
Disagi che oltre che essere organizzativi, coinvolgono pure la sfera economica. “Ci sono mamme che hanno dovuto chiedere ferie e permessi extra al lavoro – conclude Rotelli -, chi invece è costretto a mandare i figli per altre due settimane ai centri estivi, pagandoli di tasca propria senza poter nemmeno usufruire dei bonus Inps, scaduti a fine agosto. E poi, come lo spieghiamo ai nostri figli che non è più vero che la scuola inizia lunedì? Anche loro, soprattutto loro, si sentono presi in giro…”.
Il sit-in è in programma per domani mattina, a partire dalle 9, a Viterbo in piazza del Comune. Ci saranno mamme con i loro figli che leggeranno storie, coloreranno e faranno scuola a modo loro. Il tutto, ovviamente, nel massimo rispetto del distanziamento e delle normative anti-Covid.
Francesca Buzzi
