Roma – “Mi dimetto dal Movimento 5 stelle, che non mi rappresenta più, continuando la mia attività di parlamentare”. E così che la deputata Piera Aiello annuncia il suo addio ai grillini. La parlamentare siciliana, testimone di giustizia, spiega le sue ragioni in un lungo post su Facebook.
“Negli anni mi ero appassionata a Gianroberto Casaleggio – si legge nel post – uno dei padri del Movimento 5 stelle, per le sue idee innovative, in cui era palese la voglia di un cambiamento concreto nell’ambito politico. Uno dei pensieri che ho fatto mio è il seguente: ‘Per raggiungere un obiettivo bisogna crederci, talvolta in modo irrazionale. In questo modo la possibilità di successo aumenta’’ poiché lo ritengo rappresentativo del mio percorso di lotta alla mafia e alla criminalità organizzata”.
E ancora: “Egli stesso si definiva un semplice cittadino che, con i pochi mezzi a sua disposizione, provava ad affermare quelle idee che a suo dire non sono né di destra né di sinistra poiché si tratta unicamente di idee buone o cattive. Tante sono le cose dette da Gianroberto Casaleggio, che condivido appieno e che hanno contribuito alla mia decisione di entrare in questa grande famiglia. Ho ritenuto opportuno fare questa premessa perché chiunque avesse deciso di candidarsi in nome di questi ideali avrebbe dovuto essere un cittadino modello, giusto e osservante delle regole e delle leggi e con una fedina penale limpida”.
La deputata chiarisce però che nel Movimento non si riconosce più. “Solo in questo caso il Movimento mi avrebbe rappresentata – continua il post – anche perché negli anni si era battuto in nome della verità, della giustizia e della legalità affiancando i testimoni di giustizia e addirittura accompagnandoli e ascoltandoli in commissione parlamentare antimafia. Ma se ad oggi mi trovo a scrivere tutto ciò è perché, in due anni, di questi ideali non ho visto attuare neanche l’ombra”.
Aiello spiega poi nel particolare le ragioni della sua scelta. “Per cominciare – scrive su Facebook – in commissione giustizia i deputati sono incaricati di proporre emendamenti o modifiche su qualsiasi proposta di legge avallata o scritta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal suo ufficio legislativo. Ma dopo mesi di sedicenti confronti, di tutto il lavoro parlamentare non rimane nulla. È sempre il ministro a decidere tutto e sicuramente non in autonomia, poiché il 90% degli emendamenti portati in commissione e poi in aula vengono bocciati e spesso senza alcuna motivazione valida”.
E ancora. “Sicuramente sono state fatte leggi importanti come lo ‘Spazza corrotti’’, il ‘416-ter’, la ‘riforma della prescrizione’’, l’inserimento del ‘Troyan’’ come strumento per le intercettazioni, ma di fatto rese vane nel momento in cui vengono mandati agli arresti domiciliari ergastolani del 41bis tramite una semplice circolare concordata con gli organi del Dap e il ministro Bonafede. La suddetta circolare manda infatti agli arresti domiciliari pericolosi criminali, che hanno ucciso anche bambini, solo perché ammalati e ultra settantenni”.
La deputata in un altro passaggio del post aggiunge che “sono anch’io un membro della commissione Antimafia dove coordino il comitato sui testimoni e collaboratori di giustizia e imprenditori vittime di racket e usura. Ho coordinato diverse audizioni, circa 45, dalle quali è emerso tutto il loro disagio. Per quanto riguarda testimoni e collaboratori, anche se sono due figure ben distinte, ascoltandoli è apparso evidente che queste persone vivono da anni in un sistema di protezione che tutto fa fuorché proteggerli”.
“Non nascondo l’amarezza per tutto il lavoro che ho fatto – continua il post – non solo in questi due anni da deputato ma anche negli anni quale semplice testimone di giustizia, lavoro vanificato da persone che non si sono mai occupate di antimafia con la formazione adeguata, ma che non hanno ascoltato il mio urlo di dolore che non è altro che la voce di migliaia di persone che non hanno modo di farsi ascoltare e che io mi pregio di rappresentare. Sono stata additata come, e scusate il termine, ‘rompicoglioni’, solo perché difendo a spada tratta i diritti di chi come me è stato ‘spremuto come un limone’ da organi dello stato e abbandonato”.
Aiello attacca il Movimento anche a livello locale. “A livello locale – aggiunge – si sono commessi errori, avendo selezionato candidati sindaco privi delle competenze necessarie in una realtà così complessa qual è la Sicilia. Non voglio essere considerata complice di quanto è accaduto nonché chiudere gli occhi su quanto sta accadendo”.
Al termine del post la puntualizzazione: “Faccio presente di essere in regola con le restituzioni e con la rendicontazione che il Movimento ha richiesto ai portavoce, soprattutto non sento in alcun modo di tradire i miei elettori i quali mi hanno conferito l’onore e l’onere di essere eletta alla Camera dei deputati sotto il simbolo del Movimento”.
Sono stata eletta il 4 marzo 2018 nel collegio uninominale in provincia di Trapani-Marsala con quasi 80 mila voti, di…
Pubblicato da Piera Aiello su Mercoledì 2 settembre 2020
