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Batterio killer uccide quattro neonati in ospedale, era annidato nel rubinetto

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Verona – Sarebbe stato annidato in un rubinetto dell’acqua utilizzata dal personale della terapia intensiva neonatale dell’ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento a Verona, il Citrobacter, batterio che sarebbe stato la causa della morte di quattro bambini tra la fine del 2018 e quest’anno, e che ha indotto i responsabili sanitari alla sua chiusura. 

E’ quanto emerge dalla relazione consegnata in regione dal professor Vincenzo Baldo, ordinario di igiene e sanità pubblica all’università di Padova e coordinatore della commissione di verifica nominata il 17 giugno dal direttore generale della sanità del Veneto, Domenico Mantoan, per far luce sulla vicenda. Così come riporta il Corriere della Sera. 

L’organo ispettivo ha rilevato che il rubinetto del lavandino interno al reparto, sotto indagine anche della procura di Verona, era letteralmente colonizzato dal batterio killer, che tra la fine del 2018 e quest’anno ha ucciso quattro bambini, ne ha lasciati cerebrolesi nove e ne ha infettati 96.

Il Citrobacter si ipotizza sia arrivato lì dall’esterno, probabilmente a causa del mancato o parziale rispetto delle rigide misure d’igiene imposte al personale nei reparti ad alto rischio. Un altro errore potrebbe essere stato di ricorrere all’acqua del rubinetto e non ad acqua sterile. I primi controlli da parte dei vertici dell’azienda ospedaliero-universitaria di Verona erano stati avviati a gennaio poi erano stati interrotti a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’intero reparto di ostetricia è stato riaperto oggi, dopo la totale sanificazione degli spazi.


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