Ronciglione – Riprende oggi dopo la pausa estiva il processo per la morte di Maria Sestina Arcuri.
Parti civili i genitori e i due fratelli di Sestina (il papà Nicola Natale Arcuri, 58 anni; la mamma Caterina Acciardi, 54 anni; i figli Domenico e William, di 31 e 22 anni, assistiti dall’avvocato Vincenzo Luccisano) e la nonna di Landolfi (l’81enne Mirella Iezzi, assistita dall’avvocato Gianluca Fontana), cui l’imputato avrebbe provocato la rottura di tre costole colpendola mentre cercava di soccorrere la vittima, anche se la donna ha sempre negato.
Si attende di sapere se sia attendibile o meno il “supertestimone”, ovvero il 32enne di Ronciglione che avrebbe avuto contatti sia con Andrea Landolfi che con Maria Sestina Arcuri nelle ore precedenti la tragedia. Quello cui l’imputato avrebbe detto “salutala, tanto non la vedi più” poco prima che la giovane precipitasse dalle scale.
L’ultima udienza risale al 2 luglio, quando sono stati fatti ascoltare in aula i messaggi vocali della vittima al fidanzato Andrea Landolfi.
E’ il pugile 31enne romano, difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, accusato dell’omicidio volontario della parrucchiera 26enne originaria di Nocara, in provincia di Cosenza, che avrebbe gettato durante una lite dalle scale di casa della nonna a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. In uno degli ultimi vocali, tutti relativi a litigi della coppia, la giovane dice al 31enne: “Ho una vita sola e viverla così mi spaventa”.
Oggi saranno ascoltati cinque testimoni, tra i quali un’amica dell’ex compagna e madre del figlioletto dell’imputato.
Dovrà inoltre essere sciolto, non si sa se oggi, il nodo del “supertestimone”, il 32enne di Ronciglione con cui Sestina ha scambiato una serie di messaggi la domenica pomeriggio, quando Andrea si era allontanato da casa della nonna col figlio in seguito a una lite. La sera la coppia lo avrebbe ritrovato al pub. Sestina, fumando insieme una sigaretta all’esterno del locale, gli avrebbe confidato di voler chiudere con Landolfi. E Landolfi, andando via, gli avrebbe detto “salutala, tanto non la vedi più”.
Il pm Franco Pacifici, che lo aveva sentito in fase di indagini preliminari, avrebbe voluto interrogarlo in aula all’inizio del processo, lo scorso 14 maggio, ma nonostante fosse regolarmente presente in tribunale non è stato ascoltato in quanto, soffrendo il giovane di un deficit di comprensione, la sua attendibilità è stata messa in dubbio, nonostante la relazione positiva al riguardo della dottoressa Miria Brinchi, la psicologa nominata a sua tempo dalla procura, secondo la quale è capace di intendere e di volere.
La corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone ha quindi disposto un’ulteriore perizia, super partes, con la partecipazione di consulenti di tutte le parti: la psichiatra Cristiana Morera per il tribunale, lo psichiatra Francesco De Tiberis per il pubblico ministero e la psicologa Cecilia Forenza della Sapienza di Roma per i difensori Serena Gasperini e Daniele Fabrizi.
Il 32enne è stato sottoposto alla perizia, che dovrà stabilire in sostanza la sua attendibilità come testimone. La relazione avrebbe dovuto essere depositata entro il primo settembre, ma sarebbe stata chiesta una proroga di qualche giorno. Il suo esito sarà, almeno in questa fase, uno dei passaggi più decisivi del processo.
Silvana Cortignani



