Viterbo – Due lampade votive per ricordare per sempre quanto accaduto nei mesi del lockdown e durante tutta l’emergenza Covid. Le lampade resteranno sempre accese e il fuoco verrà rinnovato ogni anno. L’occasione, la celebrazione del Patto d’amore tra la città e la Madonna della Quercia. Domenica prossima, 13 settembre, alle 17,30, alla Quercia. Viterbo. Una celebrazione che, a causa del Coronavirus, quest’anno sarà senza la storica processione con le Confraternite. A 550 anni di distanza dalla fondazione della Basilica della Madonna.
La festa, che caratterizzerà tutto il mese di settembre, è stata presentata questa mattina in conferenza stampa nel cortile di palazzo dei Priori a piazza del plebiscito. Sotto al comune ci sono don Massimiliano Balsi, rettore della basilica della Quercia, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, la presidente della Pro loco di Viterbo Irene Temperini, e il direttore di Confartigianato imprese Andrea De Simone.
“Verranno accese due lampade votive – ha detto don Massimiliano Balsi -. Una la accenderà il vescovo Lino Fumagalli a nome di tutta diocesi. L’altra, il sindaco Giovanni Arena, a nome della città. Arderanno ai lati dell’altare centrale. In modo perpetuo, e ogni anno il fuoco verrà rinnovato. La lampada – prosegue don Massimiliano – simboleggia la presenza spirituale popolo e la sua preghiera verso Maria”.
Una festa già iniziata, il 9 settembre, che si concluderà il 20 (ore 17,30) con i festeggiamenti per i 550 anni dalla fondazione della basilica.
“Il 12 settembre – ha poi aggiunto il rettore Balsi – il vescovo affiderà la città alla sua custode. La Madonna della Quercia è infatti la patrona di tutta Viterbo”.
Tra gli appuntamenti previsti, oltre alle celebrazione del patto d’amore del 13 settembre, anche due mostre. Una, “Arte, storia, cultura e bellezza in mostra nei chiostri”. Dal 12 al 27 settembre. L’altra è fotografica ed è di Irene Temperini che con i suoi scatti racconterà il periodo del lockdown, così come lo ha attraversato la comunità religiosa che ruota attorno alla Basilica e e il territorio della Quercia.
“Maria – ha commentato Balsi – ci richiama al dovere verso la nostra città. Per costruire insieme una società più vera e più bella, fondata su grandi valori che ci permettono di avere un respiro più ampio e pensare positivamente al proprio futuro. Maria ci ricorda la speranza. Come volontà, dovere e prospettiva”.
La conferenza stampa è stata inoltre l’occasione per il ricordare che sabato 26 settembre i giardinetti di piazza della Pace verranno dedicati a don Dante Bernini.
“La festa – ha detto poi Temperini – non avrà i connotati che aveva. Ma questa situazione ci permetterà di concentrarci sui valori fondanti del patto e di valorizzare e far emergere i luoghi che lo caratterizzano”.
Il 13 settembre, in basilica, potranno accedere solo 350 persone. All’ingresso gli sbandieratori del Pilastro accoglieranno i fedeli con un picchetto d’onore sulla scalinata della basilica.
“L’emergenza non è finita – ha sottolineato De Simone – ma la guardiamo con occhi diversi. C’è maggiore senso di speranza. E una riflessione ulteriore su quanto accaduto in questi mesi. Un’occasione per ringraziare”.
Sempre il 13 verrà poi distribuita un’immagine della Madonna fatta realizzare dalla Basilica in occasione del patto.
“Il Patto d’amore e la festa di Santa Rosa – ha concluso il sindaco Arena – hanno subito un trauma dal punto di vista organizzativo. Ma questo non ci scoraggia, anzi ci spinge a fare meglio e concentrarci sui valori e i principi che stanno alla base della nostra società e della nostra città”.
Daniele Camilli





