Viterbo – “Antonello Ricci ha saputo interpretare in maniera eccezionale lo spirito del Vigile, riportandolo nelle strade dove è nato. Èstata un’ottima passeggiata, alla portata di tutti, fresca, divertente e istruttiva. In un periodo come questo è un modo diverso per tornare alla normalità, riscoprendo la storia della nostra città”.
Così Simona Bernini, una delle tantissime persone che hanno partecipato alla passeggiata, organizzata da Promotuscia in collaborazione con Tusciaweb, sui luoghi del Vigile di Alberto Sordi. Sabato scorso tra le strade di Viterbo un serpentone di persone ha ripercorso le vie in cui Otello Celletti, protagonista del film diretto nel 1960 da Luigi Zampa, inseguì il suo sogno di diventare un vigile motociclista e poi sindaco.
Alla guida del gruppo c’era Antonello Ricci. Un narratore travolgente, un cantore capace di ammaliare il pubblico trasformando una panchina o dei gradini di una fontana in un palcoscenico.
“Il più grande onore che potremmo fare ad Alberto Sordi per ricordarlo – ha detto in apertura Antonello Ricci – è ridere. Sordi è l’artista che ha regalato all’italiano la possibilità di guardarsi allo specchio e di ridere sublimando il terribile disprezzo per quel che siamo, per quel che mostriamo. Ha saputo portare in scena l’aspetto più fragile, più debole, più misero degli uomini”.
E, raccogliendo i parerei dei passeggiatori-spettatori, la messa in scena delle battute originali del film, interpretate con vigore da Antonello Ricci e Alessandro Tozzi, è riuscita a rendere di nuovo attuale l’atmosfera del film. Tra i vicoli che animarono Otello Celletti, sono stati ancora vivi, come allora, l’entusiasmo, l’ironia e la passione.
Partendo da piazza San Faustino, passando per piazza del Plebiscito e via San Lorenzo, fino a piazza del Gesù, quasi come un vigile, Antonello Ricci ha condotto la passeggiata tra le strade, a tratti affollate, di un sabato sera in era Covid. Una di quelle serate che, in periodi normali, avrebbe visto il trasporto della macchina di Santa Rosa.
“Dove c’è un vuoto – ha commentato Massimo Cipriani -, Antonello Ricci riesce a colmarlo con tutta la sua abilità. Senza Santa Rosa quest’anno le iniziative sono state poche. Il comune ha latitato e l’iniziativa è stata lasciata alle persone di buona volontà. Il legame con Antonello Ricci non si interrompe mai e questa splendida serata è stata l’ennesima riconferma delle sue capacità di narratore e del suo legame con il territorio”.
“Il film ‘Il vigile’ – prosegue Massimo Cipriani – è girato in parte anche dentro casa mia, in via San Lorenzo, e dalle foto di Viterbo di qualche anno fa si vede bene come è cambiata la città. L’ingresso della mia abitazione, all’epoca del film, era sul livello della strada ma nel tempo ha subito varie modifiche urbanistiche. Occasioni come queste possono essere lo spunto per rispolverare a tutto tondo la storia della nostra città”.
“Si sente la mancanza di Santa Rosa – spiega Anna Laura Feliziani -. Ci sarebbero potute essere molte più iniziative, ma questo evento è stato purtroppo un’occasione isolata. Conosco bene Antonello, ma non conoscevo così bene il Vigile. Lo vedrò sicuramente con un occhio diverso grazie alla spiegazione di stasera. Antonello serve qua a Viterbo, offre alla città molti spunti culturali con un tono sempre fresco”.
“Di Sordi ricordo innanzitutto l’estrema generosità, la simpatia e la disponibilità – confessa Renato Petroselli -. Quando avevo 10 anni partecipai insieme a mio papà alle riprese della celeberrima scena in cui il vigile Alberto Sordi dirige il traffico di fronte a Porta Fiorentina”.
Il legame di Alberto Sordi con la Tuscia proseguì e furono molte le occasioni in cui l’attore si rese disponibile con la città. “Era il 1994 o 1995, io ero consigliere della circoscrizione del centro storico di Viterbo – prosegue Renato Petroselli -. Organizzammo un evento in cui venivano proiettati, a piazza della Morte, alcuni film girati nella Tuscia ed avevamo invitato alle proiezioni anche gli attori che avevano preso parte al film. Tra le pellicole in programma, naturalmente, anche il Vigile.
Alberto Sordi nella stessa giornata doveva essere presente, nel pomeriggio, a Vasanello per l’inaugurazione del cinema Albertone. Accettò il nostro invito e la sera venne alla nostra proiezione in piazza della Morte. Non riuscivamo a reperire la pellicola del film e Alberto Sordi, disponibilissimo, si è offerto di portarla lui stesso dalla sua personale cineteca. La piazza era gremitissima. Gli regalammo un altorilievo in bronzo con l’immagine del palazzo dei papi, fuso dall’Itis di Viterbo”.
Alessio Bernabucci




