Viterbo – “Sto con la macchina di fronte… la spolvero e la accarezzo”. Oggi Vincenzo Fiorillo, insieme ai figli e alla famiglia, avrebbe dovuto seguire passo passo Gloria: dal raduno, al giro delle sette chiese fino all’ultimo fatica quando la macchina viene lasciata sul sagrato della basilica. Invece, sarà un tre settembre diverso, segnato dal Covid che ha impedito che tutto questo potesse accadere.
“Se crediamo nei miracoli di santa Rosa – dice Fiorillo – crediamo anche in questo. Con la bufera che c’è stata, cerchiamo di essere positivi. Ho qui davanti la macchina e non posso negare che tutta questa situazione la soffro molto, ma ho anche la consapevolezza di quello che potrebbe essere stato e, sostanzialmente, dobbiamo dire grazie al Signore, intanto perché abbiamo salvato la pelle noi e poi avendo un pensiero e una preghiera per quelli che non ci sono più che, oltretutto, sono venuti a mancare in maniera brutale, senza figli o parenti accanto. In questo momento, sto vivendo più una situazione di pena per il futuro per i miei figli e i nipoti per come andrà a finire tutta questa storia”.
Sarà quindi un tre settembre dal sapore strano. “Alla luce delle conseguenze della pandemia, bisogna comunque vedere il bicchiere mezzo pieno. Mi sono estraniato da tante cose, un po’ per volere mio e anche per quello di qualcuno…. ma sono tranquillo e va bene così. Sono una persona disponibile con tutti e lo sarò sempre”.
È ovvio che senza la festa, per lui, non sarà lo stesso. “Non voglio peccare di retorica, ma mi mancate tutti: i facchini, le suore, gli amministratori, le persone e anche le interviste. Riesco a stare bene con tutti e questo aspetto mi mancherà molto, mi mancherà tutto ciò che è legato ai preparativi”.
E poi la sera del 3 settembre. “è un momento in cui non ci si capisce nulla, finché non si arriva alla fine, con la macchina alla basilica. Un turbinio di emozioni indescrivibile. Adesso (ieri, ndr) sono al capannone e ho davanti la macchina, sto qui a pulirla, spolverarla e accarezzarla… così mi coccolo da solo”.
Sulla possibilità di un doppio trasporto nel 2021, Fiorillo si dice “pronto e a disposizione, ben venga. Stavolta ci sarebbero state delle grandi novità, ma le proporremo il prossimo anno”. L’unica cosa “resta la volontà di dedicarne almeno uno a chi ha lottato durante il Coronavirus, a chi non c’è più e soprattutto a chi ha dato la vita per guarire la vita degli altri e magari non ce l’ha fatta.
Ci sono questioni vitali che vanno al di là di un anno di fermo. Anche questo – conclude – segnerà un pezzo di storia. L’importante è affrontarlo con serenità, seppur con l’amaro in bocca per tutto quello che non ci sarà”.
Per lui sarà quindi un tre settembre “casalingo”. “Non faccio come molti che se ne vanno e si nascondono, io resto a casa e guarderò la tv seguendo con piacere anche quello che scriverete. I sentimenti me li tengo dentro, perché mi commuovo facilmente e se resto solo, è meglio”.
Paola Pierdomenico


