Beirut – È trascorso un mese dall’esplosione che il 4 agosto devastò la città di Beirut, capitale del Libano, uccise 191 persone e ne ferì 6mila.
Durante i lavori tra le macerie, due giorni fa, è stato percepito un leggero battito cardiaco. Si è accesa la speranza di poter trovare ancora qualche sopravvissuto.
Flash, un cane soccorritore della squadra cilena, ha percepito un battito cardiaco sotto le macerie di un edificio nel quartiere di Gemmayzeh.Gli strumenti tecnici avrebbero confermato la presenza di un segnale vitale.
Sono proseguiti i lavori di ricerca fino al tramonto. Dopo il calare del sole, quando le squadre di ricerca si sono fermate, i residenti locali hanno iniziato a protestare, chiedendo che le ricerche proseguissero. I manifestanti hanno iniziato a scavare tra le macerie con mezzi di fortuna, fino all’arrivo della protezione civile.
L’impulso cardiaco rilevato dai macchinari sarebbero stato in un primo momento di 18 battiti al minuto, per poi passare a 7 al minuto. Non è stato passibile rintracciare la posizione esatta del segnale.
“Al novantanove per cento non c’è niente, ma anche se c’è meno dell’uno per cento di speranza, dobbiamo continuare a cercare” ha commentato Youssef Malah, della protezione civile libanese.
