Viterbo – Unitus, raddoppiano le matricole e l’obiettivo dell’università è far tornare tutti gli studenti in presenza. Studenti che prima di mettere piede in facoltà dovranno prenotare on line in posto in aula, misurarsi la febbre a casa e arrivare in dipartimento con tanto di autocertificazione compilata e firmata.
Questa mattina la conferenza stampa del rettore Stefano Ubertini in un’aula del complesso di Santa Maria in Gradi, Viterbo, quartier generale dell’ateneo della Tuscia.
“Fino ad oggi – ha detto il rettore – abbiamo avuto 1100 iscritti al primo anno. Rispetto al 2019 sono più del doppio, con un incremento di oltre il 100%. E un aumento di 80-100 unità al giorno”. C’è tempo infatti, per pagare le tasse e iscriversi in via definitiva, fino al 31 ottobre. Le iscrizioni on line chiudono però domenica sera.
Viterbo – Il rettore Unitus Stefano Ubertini
“Non possiamo parlare di boom delle iscrizioni. Per onestà – ha sottolineato il rettore -, perché per ora diverse iscrizioni devono ancora essere confermate”. I conti potranno essere fatti solo a febbraio, quando il quadro delle immatricolazioni sarà completo. Per il momento uno studente, per poter frequentare i corsi si deve iscrivere on line, gratuitamente. Poi formalizzare il tutto pagando le tasse. Considerando però il contesto, l’emergenza Covid, la scelta dello studente dovrebbe essere stata piuttosto ponderata e difficilmente dovrebbe cambiare idea.
Le facoltà con il più alto numero di iscritti sono economia, scienze biologiche, biotecnologie, scienze politiche e lingue. “Finora – ha aggiunto il rettore – abbiamo fatto 2500 test di ingresso, 700 in più dell’anno passato. Numeri alti che testimoniano l’ottimo stato di salute di un ateneo che, a causa del Covid, non ha potuto fare nemmeno orientamento nelle scuole superiori. Questo significa che l’offerta formativa è attrattiva e che partiamo nel migliore dei modi”.
Viterbo – Unitus – Il complesso di Santa Maria in Gradi
Le lezioni sono iniziate in via sperimentale il 24 settembre. Ingegneria, laboratori di restauro e altri corsi di beni culturali. Tutti i corsi riapriranno invece il 28. Una parte, il grosso, in presenza, e una quota on line. Per adesso il 30%. “Ma l’obiettivo – ha specificato Ubertini – è di arrivare a fare tutte le lezioni in presenza. Tranne per i corsi più numerosi, che sono pochi, che faranno a turni. Una settimana in presenza e una via streaming. Tutte le lezioni verranno registrate.
Viterbo – La mascherina dell’Unitus
Per quanto riguarda le misure anti Covid, “l’università – ha spiegato il rettore – ha approvato un protocollo preciso. Il 10 agosto, e siamo stati la prima università a sottoscriverlo”.
Verrà così potenziato il servizio di guardiania, accompagnato da uno nuovo di portineria. Tutti gli studenti avranno la mascherina, con il logo di ateneo e il colore del dipartimento. Ragazzi e ragazze dovranno poi misurarsi la febbre a casa, prenotare on line il posto in aula, altrimenti non si entra, e portare un’autocertificazione. Le aule sono state ridotte del 50% e tutti i dipendenti dovranno misurare la temperatura all’ingresso. Ci sarà inoltre un modulo web per il tracciamento delle presenze, importante per i contatti con la Asl.
Viterbo – La conferenza stampa del rettore Unitus Stefano Ubertini
“Alcune lezioni – ha commentato il rettore – saranno completamente on line. Questo per i docenti fragili, cioè più a rischio Coronavirus, che hanno chiesto di rimanere a casa”.
L’università degli studi della Tuscia ha anche ottenuto 1,2 milioni in più rispetto al 2019 dal fondo di funzionamento ordinario. “La parte più consistente dipende dagli studenti – ha concluso Ubertini -. Aumentando il costo standard degli studenti è aumentata anche la quota base che il ministero ci ha dato. Poi c’è la quota premiale, anch’essa cresciuta notevolmente. Tre i fattori che la determinano: valutazione della ricerca (12,5% in più rispetto valore medio), reclutamento e qualità del personale (33% in più) e autonomia responsabile. Ad esempio, per quanto riguarda quest’ultimo parametro, siamo ottavi in Italia come rapporto tra fondi esterni e fondi ministeriali e 16esimi per numero di docenti in rapporto a quello degli studenti. Infine, siamo uno dei pochi atenei in Italia con indebitamento zero”.
Daniele Camilli



