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Viterbo – “Questo virus invisibile e subdolo ha cambiato la nostra società, ora diamo spazio ai valori fondamentali…”. Con queste parole il vescovo Lino Fumagalli ha dato il via ai festeggiamenti in onore della custode della città di Viterbo.
Questa mattina, alle 10,30, è stata infatti celebrata la messa solenne in onore della Madonna della Quercia. Un primo appuntamento a cui seguirà, alle 17,30, la celebrazione per il rinnovo del patto d’amore.
“Questo virus invisibile e subdolo ha cambiato la nostra società e la chiesa – ha detto il vescovo -. Impariamo da questo periodo una lezione: dobbiamo dare più spazio ai valori fondamentali. In questo periodo abbiamo già riscoperto tanti valori più profondi perché quelli che avevamo si sono frantumati in un attimo. Ora però impariamo che dalle difficoltà si esce uniti, prendendoci cura di ogni persona. Dopo l’epidemia nessuno dovrebbe dire ‘penso agli affari miei e dell’altro non mi interessa’. L’altro ci appartiene. Non chiudiamo gli occhi di fronte a ciò che potrebbe accadere a ottobre. Saranno tante le persone in difficoltà economica. Tutto questo va affrontato insieme, senza chiudersi nel proprio singolo mondo”.
Il vescovo ha poi ricordato la tradizione che lega Viterbo alla Madonna della Quercia. Un patto d’amore che risale al 1467. “Nei momenti particolarmente difficili la popolazione chiedeva protezione alla madonna – ha spiegato il vescovo -. Nel 1467 Viterbo ha sentito spontaneamente il bisogno di ricorrere alla Madonna della Quercia e ha implorato la sua protezione per l’epidemia che si stava diffondendo. La Madonna aiutò la popolazione e nacque così il patto d’amore tra Viterbo e la Madonna”.
In chiesa erano tanti i fedeli. Nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, in tanti hanno voluto rinnovare la tradizione. Tra i banchi il sindaco Giovanni Arena e il comandante della compagnia carabinieri di Viterbo Federico Alfonso Lombardi. Presenti gli ordini dei cavalieri di Malta, dei cavalieri del Santo Sepolcro, il gonfalone della città. Un’intera comunità che ha chiesto anche alla Madonna anche un aiuto per uscire dalla pandemia.
E proprio per superare questa emergenza, il vescovo ha fatto appello alla singola responsabilità. “Non dobbiamo lasciarci condizionare dalla paura – ha concluso il vescovo –. Diamoci da fare. Accettiamo le norme che ci vengono date non come semplice dovere di cittadini, ma come atto d’amore per la vita e la collettività. Alle persone che credono che in nome della libertà possono fare ciò che vogliono, dobbiamo dire che sono dei criminali. La tua libertà finisce dove lede quella degli altri. Ecco perché dobbiamo rispettare le norme”.
Quest’anno i festeggiamenti per la Madonna de La Quercia cadono a 550 anni di distanza dalla fondazione della basilica. Caratterizzano tutto il mese di settembre.
Tra gli appuntamenti previsti, anche due mostre. La prima è “Arte, storia, cultura e bellezza in mostra nei chiostri” e si potrà visitare dal 12 al 27 settembre. La seconda è quella fotografica di Irene Temperini, presidente della pro loco di Viterbo, che con i suoi scatti racconta il periodo del lockdown, così come lo ha attraversato la comunità religiosa che ruota attorno alla basilica e al territorio della Quercia.
Maurizia Marcoaldi
Multimedia: Fotogallery: Festa della Madonna della Quercia



