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“Aiuto, il mio compagno mi sta puntando un coltello alla gola”, ma al processo la ex ritratta

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Carabinieri

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Vetralla – (sil.co.) –  “Mi ha presa per il collo e puntato un coltello alla gola, dicendomi ‘io ti ammazzo e vado un galera’”, ha detto in lacrime e sotto shock la sera del 10 settembre 2019 ai carabinieri intervenuti in un appartamento al terzo piano di una palazzina nel centro di Vetralla. Ma al processo corregge il tiro: “Anche io lo stavo prendendo a schiaffi, durante le liti ce le davamo reciprocamente”. 

Il compagno, arrestato e tuttora sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, è finito sotto processo.

Ma la presunta vittima, davanti al giudice Gaetano Mautone, ha fatto di tutto per ridimensionare l’episodio e anche altre due aggressioni, che sarebbero avvenute il precedente mese di gennaio, quando l’imputato le avrebbe rotto un paio di occhiali dandole un violento ceffone in piena faccia e distrutto un comodino della camera da letto, che le avrebbe tirato durante uno scatto d’ira.

La coppia nel frattempo si è separata. 

“Ho detto quelle cose ai carabinieri perché ero molto arrabbiata, ma è un uomo buono. A volte diventa aggressivo, ma finisce tutto in cinque minuti e poi torna subito calmo. Anche io lo picchiavo”, ha ripetuto più volte. 

“E’ capitato che mi abbia dato qualche schiaffo durante le liti, ma non è che facesse tutto da solo, anche io gli allungavo dei ceffoni. Le botte erano reciproche”, ha insistito, dando ragione alla difesa secondo cui la sera del 10 settembre dell’anno sorso anche l’uomo avrebbe riportato delle lesioni.

“L’imputato ha riportato due leggeri graffi sul collo, in base a quello che si vede dalle foto”, ha sottolineato il maresciallo maggiore Adriano Marzi, comandante della stazione dei carabinieri di Vetralla. 

“La vittima – ha proseguito Marzi – ha chiamato il 112 verso le ore 21 dicendo di essere stata picchiata e minacciata con un coltello. I militari della pattuglia l’hanno trovata in lacrime e sotto shock, con evidenti segni rossi sulle guance e anche sul collo”. 

Il processo riprenderà il prossimo 7 maggio, quando è prevista anche la sentenza. 


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