Viterbo – Faceva bene Aldo Pennello a non dire mai l’età che aveva. Perché Aldo Pennello, morto un paio di giorni fa, non aveva età. Aldo era un artista e un uomo speciale, coraggioso, meraviglioso. Non solo, come hanno detto in molti, un pezzo di Viterbo che se ne va. Ma una persona per bene che non c’è più. Ed è la cosa che più manca.
Alcuni amici scherzando lo chiamavano la “Pennellessa”, provocando le sue risate. Un decano della comunità degli artisti e dei dandy viterbesi.
Viterbo – I funerali di Aldo Pennello
Ieri mattina, nella cattedrale di Viterbo, i suoi funerali. A dargli l’ultimo saluto Rita Salimbeni e Paola Andrei, le nipoti che, commosse, hanno ringraziato tutti i presenti, gli amici, chi gli ha voluto bene. Artisti, giornalisti, drammaturghi.
“Aldo era un caro amico – ha detto il pittore e lo scultore Alessio Paternesi -. Un amico carissimo, da sempre. Una delle prime persone che ho conosciuto. Una persona bella, spiritosa, colta, una persona libera che non aveva inibizioni. Ed era una sua grande qualità”.
Aldo Pennello
Aldo Pennello lo vedevi ovunque. Passeggiava, girava, si fermava a parlare. Dava consigli, faceva battute. Ti cambiava la giornata, rendendotela migliore.
Viterbo – Il pittore Alessio Paternesi
“Salutare Aldo è un po’ salutare una Viterbo che non c’è più – ha aggiunto il consigliere comunale di Viterbo, Luigi Buzzi -. Aldo era istrionico, poliedrico, colorato. Una Viterbo che finisce con lui. Un vero artista. Una Viterbo che non va dimenticata”.
Viterbo – Don Luigi Fabbri
Aldo ha visto e vissuto di tutto. La guerra, la ricostruzione, la contestazione, la fine del novecento e di un’epoca. La conquista di diritti, fondamentali e nuovi. Il diritto alla vita, innanzitutto e per tutti. I diritti inviolabili dell’uomo, senza, come recita la Costituzione, “distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Viterbo – I funerali di Aldo Pennello
Aldo era anche un commerciante di stoffe, e lo era all’avanguardia. Pure in tal caso. “Era un punto di riferimento per le nuove stoffe che arrivavano – ha ricordato Mariella Zadro, giornalista -. I primi manteau. Un amico che incontravo spesso”.
“Con Aldo – ha detto infine don Luigi Fabbri durante l’omelia – se ne va un pezzo importante della storia di Viterbo. Intelligente, amante del bello, ironico, arguto, dalla battuta fine. Sono sicuro che sdrammatizzerebbe. E vedendoci tristi direbbe…’A rega’, stamo fresche eh!’. Aldo era un uomo libero e anticonformista. Aldo era anche un uomo di fede. Veniva a messa ogni domenica e si sedeva sempre lì, al secondo banco. Non ha avuto timore di essere cristiano e praticante. Era uno spasso ascoltare i suoi racconti e le sue filastrocche. Una Viterbo che non c’è più e che mi fa piacere aver conosciuto attraverso di lui”.
Viterbo – La giornalista Mariella Zadro
Aldo Pennello era un pioniere, un varco, una porta che apre al futuro, verso un mondo libero. Dove a nessuno verrà mai tappata la bocca per quel che è. Un essere umano, senza se e senza ma. Non una Viterbo che non c’è più. Ma una Viterbo che deve ancora arrivare. E quando lo sarà, perché lo sarà anche qui, Aldo Pennello sarà lì. Col suo cappello, la sua barba, le sue battute e la sua fantastica leggerezza dell’essere. Ti piangiamo tutti Aldo. Portatore d’umanità. E proprio per questo, persona d’altri tempi.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: I funerali di Aldo Pennello – Video: La messa per Aldo Pennello – Il ricordo degli amici – L’omelia di don Luigi Fabbri





