Acquapendente – (sil.co.) – Appalti truccati, rinviati a giudizio l’ex sindaco di Acquapendente e altri quattro imputati. E’ il cosiddetto “filone bis” dell’inchiesta Vox Populi dei sostituti procuratori Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma.
Si è conclusa ieri a distanza di tre anni, davanti al giudice Caterina Mastropasqua, l’udienza preliminare a carico dell’ex sindaco Alberto Bambini, dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Ferrero Friggi, degli imprenditori Marco Bonamici ed Enrico Barberini e dell’operaio Giuliano Colonnelli, dipendente del già indagato imprenditore Fabrizio Galli.
Il processo per i cinque imputati inizierà il prossimo 16 dicembre davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone. Bambini, esponente di spicco del Pd nell’Alta Tuscia, è indagato per i reati di turbativa d’asta, rivelazione di segreti d’ufficio e corruzione in concorso.
Al centro una presunta cordata di imprenditori pronti a versare tangenti, secondo l’accusa, per spartirsi le gare pubbliche indette sul territorio comunale.
I difensori, tra i quali gli avvocati Roberto Massatani e Enrico Valentini, hanno sollevato la questione dell’inutilizzabilità delle intercettazioni, tema che sarà sicuramente sviluppato prima dell’ammissione prove del processo, in sede di eccezioni preliminari.
Nel mirino della procura, ancora una volta, la gara per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, per un valore di 790mila euro; la gara per i lavori di asfaltatura del 2015; e poi, il permesso a costruire alla società che ha realizzato il centro commerciale in località Cufaro.
Parte civile contro tutti gli imputati ad eccezione dell’ex sindaco il Comune di Acquapendente. Motivo per cui continua a dirsi perplesso e sconcertato l’avvocato Valentini. “Nonostante l’ex sindaco sia un mio amico da sempre, persona che stimo profondamente e della cui innocenza sono straconvinto – ribadisce il legale – mi stupisce che l’amministrazione comunale, nella persona del suo successore, solo nei suoi confronti non si sia costituita parte civile per chiedere i danni in caso di processo e di condanna”.
“Mi sarei aspettato una decisione coraggiosa ma questo non è avvenuto – commenta Valentini relativamente al rinvio a giudizio – quindi con la massima serenità e la massima tranquillità andremo ad affrontare il collegio senza nessun problema, senza nessuna remora, perché siamo convinti che i reati contestati non siano stati commessi”.
Come detto, si tratta di un filone dell’inchiesta sfociata nell’operazione Vox Populi del 17 ottobre 2016 nella quale furono arrestati Fabrizio Galli, Marco Bonamici, Ferrero Friggi, Vincenzo Palumbo e un funzionario della Regione Lazio, con l’accusa, a vario titolo, di turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. Reati che si sarebbero consumati ad Acquapendente tra il 2012 e il 2015.



