Roma – “Non abbiamo deciso queste chiusure indiscriminatamente”. Alle critiche sull’ultimo decreto, anche dalla maggioranza con Matteo Renzi, oggi il premier Giuseppe Conte replica con un intervento sul Fatto Quotidiano.
“Tutte le misure messe in campo rispondono alla necessità di tenere sotto controllo la curva dei contagi – spiega Conte – on lo smart working e il ricorso alla didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado, puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto durante il giorno”.
Proprio dove si crea affollamento, sottolinea il presidente del consiglio. Che non vede alternative su questo fronte. “Acquistare subito centinaia di nuovi mezzi pubblici è impossibile, per questo andava decongestionato il sistema del trasporto pubblico”.
Stessa ragione che ha portato a fermare ristoranti e bar la sera dalle 18. “Abbiamo ridotto le occasioni di socialità – continua Conte sul Fatto – che spingono le persone a uscire nelle ore serali e a spostarsi con i mezzi pubblici. Uscire la sera per andare al ristorante, cinema o teatro significa prendere mezzi pubblici o taxi, fermarsi in una piazza a bere qualcosa o a incontrarsi con amici, abbassando la propria soglia di attenzione e creando assembramenti.
Ecco perché abbiamo sospeso le attività di ristoranti, cinema e teatri. Così si è meno incentivati a uscire di casa”.
