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Bielorussia, il governo minaccia l’uso di “armi letali” contro i manifestanti

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Aleksandr Lukashenko, presidente della Bielorussia

Aleksandr Lukashenko, presidente della Bielorussia

Minsk – Il governo bielorusso ha autorizzato la polizia a usare “armi letali” durante i cortei di protesta contro il presidente Lukashenko.

Lo ha annunciato il viceministro dell’interno Gennady Kazakevich. “Non lasceremo le strade e garantiremo il rispetto della legge nel paese” – ha affermato Kazakevich -. Le forze di sicurezza potranno usare, se necessario, equipaggiamenti antisommossa e armi letali”.

Stando al Guardian, questa sarebbe la prima volta che le autorità bielorusse minacciano esplicitamente di usare armi da fuoco contro i manifestanti e in molti temono si possa arrivare a una vera e propria escalation di violenze.

Il viceministro Gennady Kazakevich ha giustificato la nuova disposizione affermando che durante le proteste della scorsa domenica le forze dell’ordine hanno rilevato come i manifestanti siano diventati “estremamente radicali e pericolosi”. Secondo Kazakevich, i manifestanti armati di coltelli avrebbero lanciato pietre e bottiglie contro la polizia e avrebbero innalzato barricate dando fuoco a dei pneumatici.

Secondo il centro per i diritti umani di Viasna, invece, la scorsa domenica le forze di sicurezza bielorusse avrebbero represso una protesta pacifica nel centro di Minsk con l’utilizzo di cannoni ad acqua, proiettili di gomma e granate assordanti. In 600, secondo il centro di Viasna, sarebbero state arrestate.

Le manifestazioni in Bielorussia proseguono dalle elezioni presidenziali dello scorso 9 agosto, vinte da Lukashenko. Il presidente bielorusso, al potere dal 1994, è accusato dai manifestanti di aver truccato le elezioni. La candidata d’opposizione Svetlana Tikhanouskaya ha lasciato il paese dopo il voto ed è riparata in Lituania.


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