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Bimba morta su strada ghiacciata, non fu colpa dello spargisale

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L'incidente sulla Vitorchianese - Nel riquadro: la piccola Irene Raimondo

L’incidente sulla Vitorchianese – Nel riquadro: la piccola Irene Raimondo

Vitorchiano – (sil.co.) – Si è concluso nella tarda mattinata di ieri il processo davanti al giudice monocratico Elisabetta Massini del tribunale penale di Viterbo a carico di Roberto Cepparotti.

L’imputato, titolare dell’omonima impresa, secondo la procura, non avrebbe sparso il sale sulla strada Vitorchianese, rendendosi responsabile dell’incidente in cui perse la vita la piccola Irene Raimondo la mattina del 13 febbraio 2013, quando la Renault Twingo rossa condotta dalla madre, sulla quale la minore di quattro anni viaggiava senza il seggiolino, nel transitare lungo l’arteria, uscì di strada per poi ribaltarsi.

All’esito del processo, dopo l’audizione di diverse persone ascoltate in aula tra cui il consulente tecnico del pm e quello della difesa, gli avvocati dell’imputato, Roberto Merlani e Giuseppe Sinatra, hanno sottolineato l’infondatezza della contestazione, sia in merito alla condotta omissiva ascritta a Cepparotti con l’imputazione, sia in merito al nesso causale tra detta pretesa condotta e la morte della minore, così giungendo alla pronuncia di assoluzione in favore del loro assistito stante la totale assenza di responsabilità per il tragico evento.

Roberto Cepparotti è stato assolto con formula piena, ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale, ovvero “perché il fatto non sussite”.


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