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Boccasile erotico per le vie della città, dalla Cassia a Valle Faul

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Viterbo – “Il potere allusivo e persuasivo dei manifesti di Gino Boccasile”. Paola Biribanti è autrice di un’importate monografia, edizione Castelvecchi, dedicata all’illustratore nato in Puglia all’inizio del secolo scorso e morto appena sette anni dopo la fine della guerra, 1952, a Milano. La definizione è la sua.

I manifesti adesso li potete vedere. Stanno a Viterbo. Attorno alle mura e in fondo a Valle Faul, dove ha sede Unindustria. Fuori, in giardino. Di fronte a quello che una volta era il mattatoio della città. Dov’adesso hanno sede Lazio Innova e la Fondazione Carivit. La Street art exhibition, Boccasile, maestro dell’erotismo fascista. In giro per la città dei papi dal 26 ottobre al 9 novembre. L’ha ideata Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb.


Viterbo - Boccasile, maestro dell'erotismo fascista

Viterbo – Boccasile, maestro dell’erotismo fascista


Un lavoro figlio di una delle splendide raccolte di Carlo che nel corso del tempo hanno trasformato la redazione del giornale in una casa fatta di tantissime anime e cose, curata nei minimi particolari. Un mondo inconscio. Attraversato da un minimo comune denominatore. Il potere allusivo e persuasivo dell’immagine. E la consapevolezza ch’essa è innanzitutto sovraesposizione, vale a dire, come per la fotografia, esposizione superiore a quella necessaria per ottenere un’immagine corretta. E l’immagine corretta è quella che, in tal caso, si vede attraverso. Le donne illustrate da Boccasile. Futurismo e liberty nel bel mezzo del fascismo. Con Boccasile fascista, appunto, e persino repubblichino. E per tanto ripudiato e tenuto ai margini nel secondo dopoguerra. Come Cèline, Heidderger e Schmitt. Per certi aspetti anche a ragione. Anche per il solo fatto che chi perde paga. 

Boccasile è uno di quelli, che ha perso la guerra civile nel lontano ’43-’45. E in qualche modo ha pagato, epurato, e la sua opera sostanzialmente occultata. Un lavoro, quello di Galeotti, di ricerca e di scoperta. Muovendo inoltre da solide basi. La conoscenza dettagliata, e riconosciuta, del ventennio fascista.



Una ricerca che veste infine i panni dell’avanscoperta, tracciando un percorso interno al tessuto urbano dove oggi, e fino al 9 novembre, le copertine di Grandi Firme e Paris Tabou illustrate da Boccasile diventano manifesti che interagiscono con la città dalle plance, i cartelloni, 6 e 12 x 3. Disposti attorno alla cinta muraria. Le vie. Carlo Cattaneo, Igino Garbini, Cassia nord, via della Palazzina, Tangenziale ovest, via San Paolo, Via del Buon Pastore, viale Raniero Capocci e Valle Faul. In quest’ultimo caso, nel giardino della sede di Unindustria. Dove c’è una sintesi, ‘sta volta ad altezza d’uomo, su strutture mobili disposte attorno al cilindro dell’associazione degli industriali. Il tutto accompagnato da un catalogo delle opere diffuso in questi giorni in tutta quanta Viterbo.


Viterbo - Boccasile, maestro dell'erotismo fascista - L'allestimento

Viterbo – Boccasile, maestro dell’erotismo fascista – L’allestimento


Un’opera, quella di Boccasile, giocata poi sulla sovraesposizione. L’erotismo. Necessario però a trasmettere un’immagine della donna radicalmente inedita per i tempi. 


Viterbo - Boccasile, maestro dell'erotismo fascista

Viterbo – Boccasile, maestro dell’erotismo fascista


Un’immagine che, se rapportata all’epoca, i vent’anni del fascismo, sembra appartenere a un altro reale. Perché quello che l’enorme maggioranza delle donne vivevano non era di certo ciò che Boccasile rappresentava nelle sue illustrazioni. Innanzitutto una donna senza uomo, e in vista del futuro. Un’immagine che, nel suo anticipare i tempi, all’esterno si iniziava a respirare. In maniera frammentata. Dalle prime donne soldato della guerra civile americana, alle operaie di fabbrica mentre i mariti stavano al fronte, fino alle suffragette. Alle battaglie delle donne nella rivoluzione bolscevica. Col proletariato, tra il ’14 e il ’18, per la prima volta in armi. In Italia, i contadini mandati in trincea furono milioni. In Russia rovesciarono lo Zar.


Viterbo - Boccasile, maestro dell'erotismo fascista

Viterbo – Boccasile, maestro dell’erotismo fascista


E i manifesti, spizzicando un po’ qua e là dalle avanguardie artistiche del tempo, furono i primi a raccontare qualcosa di nuovo. Sui muri e nelle edicole. Col loro potere allusivo e persuasivo. Gli operai coi visi aperti dei manifesti sovietici del realismo russo. E le donne borghesi di Boccasile. Per certi aspetti anche il primo segnale di quella società dello spettacolo tutta all’italiana che si imporrà con forza col boom economico. E che farà della donna, come, con gli anni, di tutto il resto, un oggetto di consumo.


Viterbo - Boccasile, maestro dell'erotismo fascista - L'allestimento

Viterbo – Boccasile, maestro dell’erotismo fascista – L’allestimento


Infine il tessuto urbano. L’utilizzo delle plance non è casuale. E una forma che, come sempre, pone l’opera in dialogo con il contesto. Ma ‘sta volta il contesto è appunto urbano. E il dialogo diventa anche una forma di ridefinizione dello stesso. Inevitabilmente conflittuale. Perché interroga su qualcosa. In parte, se si vuole, anche la prosecuzione di un giornale con altri mezzi. E con uno sguardo che non è più uno ad uno, l’opera e lo spettatore. Ma chiama in causa una città intera. Da nord a sud. Un’altra forma di scrittura, giocata anch’essa sulla sovraesposizione, necessaria per definire un altro reale.

Daniele Camilli


 
 La mostra Boccasile maestro dell’erotismo fascista

La mostra Boccasile maestro dell’erotismo fascista si tiene a Viterbo sulle plance della pubblicità dal 26 ottobre al 9  novembre 2020. Verranno esposte per le vie del città decine di grandi immagini delle copertine di Paris Tabou e della rivista di Pitigrilli e Cesare Zavattini Le grandi firme.

Oltre alla street exhibition per le vie della città, puoi visitare la mostra-installazione nella nuova sede di Unindustria in via Faul, a Valle Faul.

Boccasile, l’erotismo in camicia nera – Passeggiata con Antonello Ricci e Paola Biribanti

Per una mostra meravigliosa e sorprendente – dalle pagine di vecchie riviste ai grandi muri urbani – una lezione itinerante assolutamente straordinaria: una passeggiata-racconto dedicata alla provocatoria-intrigante iconografia di un maestro della pubblicità, Gino Boccasile. Protagoniste certe sue indimenticabili signorine: dalla stagione delle cover per la nostrana Le Grandi Firme (1937-38) a quella per la francese Paris Tabou (1950-52). L’evento si snoderà da viale Raniero Capocci, ai piedi dei grandi cartelloni pubblicitari che fronteggiano le mura medievali di Viterbo.

Conduce Antonello Ricci. Con la partecipazione di Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb e ideatore della mostra, e della giornalista e saggista Paola Biribanti, autrice delle monogra a Boccasile. La signorina Grandi Firme e altri mondi, Castelvecchi editore.

Appuntamento domenica 8 novembre ore 11 nel parcheggio di via Ranieri Capocci di fronte a porta Murata.


Boccasile

Luigi (Gino) Boccasile nacque a Bari il 14 luglio 1901.

Due episodi segnarono la sua infanzia: la morte del padre a soli due anni per un calcio di cavallo e la perdita di un occhio per uno schizzo di calce viva mentre era andato a giocare con degli amici in un cantiere edile.

Nel 1918 si trasferisce con la madre a Milano dove iniziò a collaborare con lo studio grafico Achille Luciano Mauzan disegnando anche figurini e modelli di abiti da donna.

Nel 1930 produsse 30 cartoline per commemorare la Fiera del Levante di Bari.

Su richiesta di Mauzan si trasferì in Argentina, ma dopo due mesi rientrò in Italia per partire subito dopo per Parigi dove nel 1932 espose quadri al Salon des Independantes. Tornato a Milano collabora con diverse riviste e illustra collane di libri per ragazzi pubblicati da Rizzoli e Mondadori.

Tra il 1937 e il 1938 realizza 76 copertine con la Signorina grandi firme che comparivano sulla rivista Le grandi firme periodico fondato da Pitigrilli, trasformato successivamente in settimanale da Cesare Zavattini, edito da Arnoldo Mondadori.

Durante la seconda guerra mondiale viene nominato grafico propagandista dal ministero della Guerra e dopo l’8 settembre 1943 aderisce alla Repubblica sociale italiana di cui cura i manifesti di propaganda.

Alla liberazione è incarcerato per collaborazionismo.

Nel 1946 riprende la sua attività disegnando cartoline per il Msi.

Nel 1947 inizia a collaborare con una serie di campagne pubblicitarie (Paglieri, Yomo, Locatelli…) e nel 1950 disegna su diversi periodici. Realizza anche le copertine della rivista erotica francese Paris Tabou con cui collaborò fino alla morte avvenuta il 10 maggio 1952 dopo una lunga malattia. Lasciò incompiuta l’illustrazione del Decamerone di Boccaccio a cui stava lavorando.

Laura Ognibene


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