- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Centro massaggi cinese a luci rosse, processo al via senza i clienti delle squillo…

Condividi la notizia:

Escort

Escort

Viterbo – (sil.co.) – Centro massaggi cinese a luci rosse, processo al via senza i clienti delle squillo. 

Devono testimoniare sulle prestazioni sessuali e sul tariffario praticato dalle prostitute. I prezzi sarebbero variati a seconda della durata dell’incontro. 

Dovevano essere ascoltati in quattro, ieri, tutti italiani. Ma nessuno degli inusuali testimoni si è presentato in aula, alla prima udienza del processo a una 39enne cinese, Z.F., imputata di sercizio di una casa di prostituzione,  favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.

Non è chiaro se i quattro uomini siano mancati all’appuntamento per il timore di dover confessare in pubblico il “vizietto” privato oppure per un problema di notifica. Fatto sta che l’udienza non si è tenuta, anche per l’assenza in questo caso giustificata, di uno dei carabinieri che hanno svolto le indagini per la procura. 

Il caso fece scalpore a Viterbo nell’estate di tre anni fa. Era il mese di luglio del 2017 quando i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale misero i sigilli a un centro benessere del capoluogo specializzato in massaggi orientali gestito da una donna d’origine cinese. Le indagini avevano preso il via da meno di un anno, a settembre 2016. 

Prima che scattasse il blitz, gli investigatori si erano a lungo appostati all’esterno della sospetta “casa dell’amore”, interrogando anche diversi clienti delle prostitute, uomini il cui continuo via vai faceva il paio con la fin troppo chiara pubblicità fatta alle reali prestazioni offerte dal centro benessere,  sia tramite volantini e manifesti che tramite inserzioni pubblicate su portali internet, contenenti inequivocabili allusioni a prestazioni per l’appunto di carattere sessuale.

Sarebbero stati proprio i clienti delle escort, colti di sorpresa all’uscita dai “massaggi”, a confermare che effettivamente all’interno del centro benessere venivano praticate prestazioni sessuali a pagamento e anche che avevano uno specifico tariffario in base alla durata dell’incontro. E’ così emerso anche che l’attività di meretricio veniva esercitata dalle “dipendenti”, tutte giovani donne d’origine cinese. 

Si capisce la necessità di sentire in aula i quattro clienti italiani la cui testimonianza è indispensabile per l’accusa ai fini della formazione della prova della prostituzione nell’ambito dell’istruttoria del processo.

Qualora non dovessero presentarsi, rischiano di venire prelevati a casa dai carabinieri. Rischiano, perché in quel caso ad aprire la porta, chiedendosi per quale testimonianza sono cercati i mariti, potrebbero essere le mogli. 


Condividi la notizia: