Viterbo – (sil.co.) – Nuovo processo per Roberto Vestri, 24 anni, uno dei due viterbesi condannati lo scorso 11 settembre a otto anni e otto mesi ciascuno per il tentato omicidio di via della Pettinara. Stavolta si tratta di droga.
Il giovane, in carcere da ottobre dell’anno scorso, è accusato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti per un arresto che risale al 15 maggio 2017 quando fu fermato dai carabinieri assieme a un coetaneo e alla madre di quest’ultimo mentre tornavano da Roma in taxi con un carico di droga, tra cui spiccavano tre etti di hashish. Stupefacente che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato comprato a Tor Bella Monaca per venire spacciato a Viterbo.
I tre hanno insospettito i militari perché durante il controllo hanno sentito un forte odore di hashish provenire dall’interno della macchina sulla quale stavano viaggiando. Hanno chiesto loro di scendere e hanno notato che la donna, C.P., oggi 54enne, aveva i pantaloni con un ampio risvolto all’interno del quale c’erano delle vistose protuberanze.
Dalla perquisizione, secondo quanto riferito dai carabinieri, sarebbero saltati fuori tre panetti di hashish del peso di tre etti. Inoltre, all’interno della borsa, pare che la donna avesse un altro mezzo etto della stessa droga. La perquisizione del figlio, M.B. di 30 anni, e del 24enne, avrebbe fatto ritrovare anche tre dosi di cocaina e una di eroina oltre a due bilancini di precisione.
Madre e figlio, processati per direttissima, con lo sconto di un terzo della pena del rito, hanno patteggiato un anno e quattro mesi e 4mila euro di multa per spaccio. Per Vestri, invece, il processo è tuttora in corso. Ieri è stato sentito il trentenne che era con lui in macchina assieme alla madre.
“Avevamo acquistato la sostanza stupefacente separatamente, ognuno aveva fatto un suo distinto acquisto. Io avevo comprato l’hashish, che era solo mio, lui altre sostanze”, ha spiegato il testimone, la cui sentenza nel frattempo è diventata definitiva, venuto in tribunale accompagnato dai carabinieri e assistito dal suo avvocato, Domenico Gorziglia. E’ sempre assistito dall’avvocato Giuseppe Sinatra l’imputato.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al prossimo 25 gennaio per la discussione.
Per il tentato omicidio di Giovanni Maria Farina, il 57enne orvietano massacrato di botte durante una rapina, la sera del 13 ottobre 2019 in via della Pettinara, Vestri è stato condannato a otto anni e otto mesi di reclusione, e al pagamento di una provvisionale di 70mila euro alla vittima e alla madre, in solido con l’altro imputato, Michele Montalbotti.
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