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“Covid, la crisi la devono pagare lo stato e i padroni”

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Viterbo – Lavoro, casa, salute e dignità. “La crisi la devono pagare Stato e padroni. I veri responsabili di tutto. Quanto meno quelli che sono arrivati impreparati anche adesso nonostante siano trascorsi 8 mesi di emergenza Covid”. Fuori dalla sede di Unindustria Viterbo a Valle Faul sventolano le bandiere rosse dei comitati di lotta. Ed Enzo è il suo portavoce. “Enzo e basta”, dice subito appena gli si chiede il cognome.

Un appuntamento per portare avanti “il fronte unico di classe anticapitalismo”, sta scritto sul volantino distribuito all’ingresso della sede degli industriali della Tuscia. 


Viterbo - La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria

Viterbo – La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria


Ad organizzare la manifestazione, Si Cobas, il sindacato intercategoriale lavoratori autorganizzati appena nato, e il Comitato di lotta Viterbo, sul territorio da una decina d’anni. Non è certo l’occupazione di Mirafiori nel ’73. Ma i temi affrontati dalla giornata di mobilitazione di ieri sono pur sempre attuali. Lo sfruttamento del lavoro innanzitutto.



L’iniziativa di ieri non nasce dal viterbese, ma è un’iniziativa di lotta nazionale. “Senza una ripresa generale delle lotte e del protagonismo di lavoratori e lavoratrici – spiega infatti Enzo del Comitato di lotta – assisteremo a un’ondata di licenziamenti, a un taglio dei salari e a un massacro sociale senza precedenti. Per questo motivo il 24 ottobre in tutta Italia e anche nella nostra città, associazioni di lavoratori, disoccupati e militanti si sono ritrovati sotto le sedi di Confindustria per rispondere a queste persone e a questo sistema, nemico della nostra stessa esistenza. Non siamo carne da macello pronta a sacrificarsi sull’altare del loro profitto”.


Viterbo - Enzo del Comitato di lotta

Viterbo – Enzo del Comitato di lotta


L’emergenza Covid ha messo in ginocchio tutti. Soltanto che dei 112 miliardi di euro stanziati tra marzo e la fine dell’estate, soltanto il 26% sono andati alle casse integrazioni che, in diversi casi, devono ancora finire nelle tasche dei lavoratori. Non solo, ma molti vivono con la spada di Damocle dei licenziamenti quando questi verranno resi possibili dal governo. Nel frattempo, come l’allarme lanciato qualche settimana fa dalla Caritas diocesana sembrerebbe voler dire, chi lavorava in nero sarebbe già stato buttato fuori dal mondo del lavoro.


Viterbo - La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria

Viterbo – La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria


“I costi della crisi sanitaria – prosegue Enzo del Comitato di Lotta – devono essere pagati da chi non ha mai pagato. Va rilanciata una sanità universale e gratuita. Va tutelata la piena della sicurezza per i lavoratori della sanità e in tutti i luoghi di lavoro, con nuovi e stringenti protocolli per la prevenzione da contagi”.


Viterbo - La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria

Viterbo – La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria


Sullo sfondo ci sono un paio di pattuglie della polizia. Nei pressi anche i carabinieri. La situazione è tuttavia tranquilla. Anche se il simbolo, e un’iniziativa del genere a Viterbo dopo tanto tempo, sono forti. Quanto meno emblematici dei tempi che corrono. Una volta, fra l’altro, dove adesso c’è la sede di Unindustria, c’era il centro sociale occupato all’inizio degli anni novanta e smobilitato qualche tempo dopo.


Viterbo - La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria

Viterbo – La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria


“Le richieste – sottolinea Enzo del Comitato – sono: l’incremento per le scuole di servizi sociali e di trasporti pubblici e l’aumento delle assunzioni per il personale scolastico”. Poi, “no ai licenziamenti di massa, sì alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, inoltre salario medio garantito a disoccupati e precari, documenti, diritto d’asilo, regolarizzazione contrattuale e pieni diritti di cittadinanza per tutti i lavoratori immigrati. E abolizione dei decreti sicurezza che reprimono anche dissenso e conflitto sociale”.


Viterbo - La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria

Viterbo – La manifestazione dei comitati di lotta davanti alla sede di Unindustria


Infine le parole d’ordine, riportate dal volantino diffuso durante la manifestazione. “Lavoro o non lavoro, dobbiamo vivere. Lottiamo uniti e organizzati per un salario sociale globale di classe. Lavoro, casa, salute e dignità. Facciamo pagare la crisi ai padroni”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: La manifestazione dei comitati di lotta – Video: “La crisi la devono pagare i padroni e lo Stato” 


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