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“Cumuli di rifiuti alle isole di prossimità, “colpa” dei viterbesi che non differenziano…”

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Viterbo - Consiglio comunale sui rifiuti - Eugenio Monaco - Giovanni Arena

Viterbo – Consiglio comunale sui rifiuti – Eugenio Monaco – Giovanni Arena

Viterbo - Consiglio comunale sui rifiuti - Eugenio Monaco

Viterbo – Consiglio comunale sui rifiuti – Eugenio Monaco

Viterbo – Isole di prossimità sporche e piene di rifiuti, “colpa” dei viterbesi che non differenziano. O almeno, non come dovrebbero. E che gettano sacchi in modo improprio. Questo è emerso dalla seduta straordinaria di consigli comunale dedicata ai rifiuti.

Un grosso problema per le zone C, quelle periferiche. Durante i lavori, molti i nodi venuti al pettine, pochi quelli sciolti.

Convocata su richiesta dall’opposizione, dopo ore di lavori molte domande, qualche risposta. A cominciare dalle isole di prossimità.

Con l’entrata in vigore dell’appalto ponte per la raccolta, il servizio è peggiorato. Lo sostiene Alvaro Ricci (Pd) e non solo lui e il sindaco conferma. “Mi sono scontrato con il dirigente – spiega Arena in consiglio – mi è stato spiegato che in quelle zone occorre che si differenzi di più.

Partirà una campagna di comunicazione e sensibilizzazione. I cittadini ci devono aiutare”.

I cassonetti dell’indifferenziata si riempiono e lo spettacolo (indecente) è sotto gli occhi di tutti.

“Nelle zone a e b di Viterbo – spiega il dirigente Eugenio Monaco (Ambiente) – c’è stato un miglioramento”. Spostandosi fuori il panorama cambia e nemmeno di poco.

“Ci sono 41 isole. In nessuna città italiana si effettua la raccolta dell’indifferenziato sei volte a settimana. Abbiamo deciso su 15 di lasciarli, 6 volte indifferenziata e 2 di frazioni differenziata”.

La situazione è cambiata sulle altre 26. Ma è la mentalità dei cittadini, sostengono a palazzo dei Priori, che deve cambiare.

“Vanno informati – sostiene Monaco – perché dovremo arrivare al 65% d’indifferenziata e quello che capita nelle zone C si ripercuote sulle altre”. Probabilmente solo informare non basterà.

“In due settimane sono state denunciate 15 persone, spesso sono le solite. Già note. Stiamo installando fototrappole, in alcune zone già ci sono. Se la cittadinanza si abitua non servono sei passaggi settimanali.

C’è un grosso problema con la cittadinanza. Per questo serve una campagna informativa, che temo non basterà. Servirà anche un’azione coercitiva. Drammaticamente è così”.

A essere sotto attacco dell’opposizione è il contratto ponte per la nettezza urbana. Alvaro Ricci ha chiesto di conoscere le utenze su cui si basa. Un numero che conta, dal momento che Viterbo Ambiente ha in piedi un contenzioso con l’amministrazione comunale. Sostiene che nel precedente appalto il numero fosse sottostimato.

Ne deriva una differenza in termini economici non indifferente. Sette-otto milioni di euro, per un contratto vecchio di anni. Predisposto all’epoca di Marini sindaco.

L’appalto attuale, quello ponte, conta 39.350 utenze, di cui 35.700 domestiche circa e 3500 circa non domestiche. “Cifre dedotte dal ruolo Tari”. Precisa Monaco.

Ma Giacomo Barelli (Forza civica) è tutt’altro che soddisfatto. Avrebbe voluto risposte più circostanziate, anche dall’assessore al Contenzioso. Per capire se e quanto potrebbe incidere nella causa in corso, se palazzo dei Priori dovesse soccombere.

E sempre sull’appalto partito da appena un mese, per Alvaro Ricci (Pd), è altro che ponte. “Arena concluderà il mandato con l’appalto ponte – sostiene Ricci – non farà in tempo a varare la gara definitiva, applicando le nuove linee guida.

Siamo già in grave ritardo, comunque dovrà concedere una proroga. Col risultato che il contratto partorito da Marini e che ha manifestato tanti problemi, durerà dieci anni. Cinque con Michelini sindaco e altrettanti con Arena”. Una prospettiva da cestinare.

Per Chiara Frontini (Viterbo 2020), nel primo mese d’applicazione c’è stato un peggioramento. “Quello che è scritto sul contratto – incalza Frontini – e quello che vedono i cittadini sono due cose diverse.

Il servizio è peggiorato, nonostante il contratto non sia redatto male. Guano dei piccioni, cestini stradali pieni, le isole di prossimità che dovrebbero essere pulite nel raggio di 10 metri. O ancora, i servizi non partiti, come la campagna informazioni, manifesti e striscioni, il portale web o il numero verde. Un appalto da 9 milioni 488mila euro. Dire carente è fare un complimento”.

Il dirigente Monaco prova a confutare. Con i dati. “Per le spazzatrici – elenca Monaco – ci sono 1800 chilometri annui in più di passaggi, c’è il lavaggio strade prima non previsto, il raddoppio da 52 a 104 turni di sei ore per il guano, sono previste 180 compostiere e poi 501 cestini, le fototrappole alle isole di prossimità, di cui 11 già posizionate”.

L’opposizione non sembra troppo convinta e intanto a giorni è attesa la sentenza del Tar sull’innalzamento della discarica a Monterazzano. Comune e Arpa si sono opposti e resistono. Altro argomento pesante.

Giuseppe Ferlicca


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