Viterbo – Oltre 10.200 studenti. Tanti saranno coinvolti dalla didattica a distanza (Dad). Più di 5 mila resteranno a casa, vale a dire solo il 13% dell’intera popolazione studentesca. Gli altri 5 mila saranno invece in presenza, secondo le modalità previste da ciascun istituto. Il tutto a partire da lunedì, quando per le scuole superiori della Tuscia entrerà in vigore l’ordinanza regionale approvata ieri sera dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
Sono i dati del provveditore agli studi Daniele Peroni che ieri mattina ha preso parte alla riunione in streaming convocata dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno che ha voluto essere aggiornato sulla situazione delle scuole superiori prima dell’inizio della prossima settimana, istituto per istituto, quando inizierà ufficialmente la didattica a distanza coinvolgendo, come richiesto dall’ordinanza regionale, il 50% degli studenti in tutta la provincia. E questo per alleggerire la pressione della mobilità interna al territorio dovuta allo spostamento di persone con mezzi di trasporto che allo stato attuale sembrerebbero essere inadeguati alle esigenze degli istituti scolastici.
Viterbo – La riunione on line tra il prefetto e i dirigenti scolastici della Tuscia
“Nella provincia di Viterbo – ha detto Peroni – ci sono 43 scuole in tutto. Quindici sono istituti superiori”. Le scuole convocate questa mattina dal prefetto tramite piattaforma telematica. E on line, assieme a Giovanni Bruno e Daniele Peroni, c’erano tutti i dirigenti scolastici. Gianfranco Cherubini, Laura Piroli, Luca Damiani, Maria Rita Salvi, Andreina Ottaviani, Paola Adami, Paola Bugiotti, Simonetta Pachella, Alessandro Ernestini, Alfonso Francocci, Clara Vittori e Laura Bonelli.
Viterbo – Il provveditore Daniele Peroni durante la riunione con il prefetto
“Per quanto riguarda la popolazione studentesca – ha aggiunto il provveditore -, gli alunni della Tuscia, compresi gli istituti comprensivi (infanzia, elementari e medie ndr), la popolazione scolastica arriva a 38.500 studenti. Le 15 scuole superiori contano 13.086, vale a dire un terzo di tutti gli alunni iscritti in provincia. Le prime classi delle scuole superiori hanno un numero di alunni pari 2867. Il resto, ossia 10.200 studenti, frequentano dalla seconda alla quinta. Pertanto, applicando la regola del 50% degli studenti in didattica a distanza, da lunedì gli studenti che resteranno a casa saranno 5110. Non sono assolutamente pochi. E questo è il contributo che la scuola dà agli spostamenti nella provincia. Un sacrificio che purtroppo dobbiamo fare”.
Questi sono i dati del provveditore Peroni. Da lunedì, ad essere coinvolti dalla didattica a distanza saranno dunque 10.200 studenti su tutto il territorio della Tuscia. 5100 in presenza, 5100 a distanza. Secondo turnazioni decise da ciascuna scuola. Considerando tuttavia che l’ordinanza riguarda solo gli istituti superiori, sommando anche gli alunni dei comprensivi, da lunedì andranno comunque sia a scuola circa 33.391 studenti. Quelli che resteranno a casa, cioè 5110 alunni, rappresentano soltanto il 13% dell’intera popolazione studentesca. Il rimanente 87% sarà comunque sia in presenza. Inoltre, è probabile pure che lo studente che resta a casa abbia anche un fratello o una sorella che il giorno stesso va a scuola.
Viterbo – Studenti all’uscita di scuola
Una riunione, quella di oggi in prefettura, voluta da Giovanni Bruno “per capire – come ha detto durante la riunione on line – l’attuazione delle nuove regole disposta sulla base del Dpcm del governo e dell’ordinanza emessa dal presidente della regione in merito al 50% della presenza nelle varie classi”. Il prefetto ha inoltre chiesto a ciascuna scuola di fornirgli una nota ufficiale e i dati sulla popolazione scolastica istituto per istituto. Cosa che i dirigenti scolastici hanno già fatto nel corso dell’incontro di questa mattina.
“Le scuole della Tuscia hanno lavorato tantissimo – ha sottolineato il provveditore -, si sono messe in sicurezza e sono il luogo più sicuro dove le persone possono stare. Questo è merito dei dirigenti scolastici”.
Viterbo – La riunione on line tra il prefetto e i dirigenti scolastici della Tuscia
Il provveditore Peroni ha poi avanzato due proposte che il prefetto porterà all’interno del comitato per la sicurezza che gestisce l’emergenza Covid sul territorio della Tuscia.
La prima proposta. “Per quello che succede all’interno delle scuole sono tranquillo – ha detto Peroni – e metto la mano sul fuoco che tutti i protocolli sono garantiti. Di più non possiamo fare. Si può invece fare di più all’esterno. Al momento dell’uscita dalle scuole. Quando si entra gli studenti sono tutti con la mascherina. Perché sanno che altrimenti non entrano. Quando escono, scatta invece il momento psicologico della libertà e la prima cosa che fanno è la fumatina. Una grossa quota dei ragazzi fuma, si riuniscono in gruppetti, si tolgono la mascherina e fumano. Se prendiamo atto di questo, non vedrei male che all’uscita dalle scuole ci fossero due persone in divisa. Non devono fare nulla, ma i ragazzi si sentirebbero osservati e rispetterebbero le regole. Non è impossibile da fare. Bisogna utilizzare le forze dell’ordine non per rimproverare i ragazzi, ma affinché siano una presenza discreta, di passaggio, per fare in modo che i ragazzi continuino a rispettare le regole. Alcune scuole hanno attivato la protezione civile. Anche la protezione civile non è male”.
La seconda proposta. “Altra cosa è l’incremento dei trasporti – ha aggiunto il provveditore -. Se stiamo facendo la didattica a distanza, il problema in parte è dovuto ai trasporti e alle tratte su cui i ragazzi viaggiano affollati. Su questo settore, a mio avviso, c’è da pensare agli autobus privati. Con le gite che non ci sono, abbiamo autobus fermi e disponibili. Quindi se la difficoltà è trovare autobus, l’affitto da parte di comuni e provincia, potrebbe essere un’idea. Bisogna iniziare a pensarci fin da subito se, dopo 30 giorni di didattica a distanza, vogliamo di nuovo ripartire in presenza in tutte le scuole”.
Daniele Camilli
La situazione negli istituti superiori e quello che succederà in ciascuna scuola a partire da lunedì
Alessandro Ernestini, dirigente scolastico Istituto superiore Santa Rosa di Viterbo
“Vista l’ordinanza, questa mattina abbiamo ristrutturato la nostra precedente organizzazione. In precedenza abbiamo dato priorità alle classi prime e seconde facendole frequentare 4 giorni su 5. Per il liceo musicale abbiamo aperto anche il sabato mattina. Le altre classi erano in alternanza. Con l’ordinanza della Regione, abbiamo ulteriormente ridotto la presenza delle classi seconde, terze, quarte e quinte su due settimane. Riducendo alla metà la frequenza. Ho 830 alunni, frequenteranno giornalmente circa 420, alternandoli a settimane. Una settimana una classe fa tre giorni e la settimana dopo due e viceversa”.
Alfonso Francocci, dirigente scolastico Istituto superiore Midossi di Civita Castellana. Il Midossi ha sedi anche nei comuni di Nepi e Vignanello
“Inizialmente, una volta aperte le scuole, abbiamo previsto la didattica a distanza solo per il 20% di alunni al giorno. Dopo il Dpcm e ordinanza ministeriale abbiamo rivisto l’organizzazione, convocando il collegio dei docenti. Da lunedì il 50% delle classi sarà a scuola, l’altro 50% a casa. Sarà un’alternanza settimanale. La scuola che dirigo conta complessivamente 1150 alunni. Da lunedì 575 saranno in presenza”.
Clara Vittori, dirigente scolastica Istituto superiore Buratti di Viterbo
“Inizialmente abbiamo previsto la presenza a scuola 4 giorni su 5, con una riduzione del 20% della popolazione scolastica. L’istituto conta 1260 alunni in totale. Gli studenti delle prime classi sono 260. Da lunedì faremo frequentare le classi prime integralmente, 5 giorni a settimana. I restanti studenti saranno per il 50% in presenza e per il 50% a casa. Tuttavia non saremo pronti immediatamente. Prevedo infatti, prima di alternare didattica in presenza e Dad, di fare i primi due, tre giorni solo didattica a distanza, con tutti gli studenti a casa”.
Laura Bonelli, dirigente scolastica Istituto superiore Meucci. L’istituto ha un plesso a Ronciglione e 2 plessi Bassano Romano
“La scuola che dirigo conta 1320 alunni, di cui l’85% sono pendolari. Fin dal primo giorno di scuola avevamo previsto la didattica a distanza per tutte le classi e per classi parallele, ruotandole per i vari giorni della settimana. Da lunedì saremo operativi per garantire la presenza del 50% dei ragazzi a scuola”.
Gianfranco Cherubini, dirigente scolastico Istituto superiore di Orte
“Ho una scuola superiore di 765 alunni dislocati su due plessi. Ho una serie di alunni che viaggiano con le ferrovie dello Stato e con il Cotral. Eravamo riusciti a trovare un equilibrio ragionevole e quindi non avevamo ragione di cambiare l’entrata alle 9. Gli studenti arrivano precisi alle 8 ed entrano dentro il cancello di scuola. Rispetto all’ordinanza regionale, andremo a garantire la presenza su 5 giorni lavorativi di tutte le classi prime, tre giorni in presenza per le classi seconde, per le terze, quarte e quinte due giorni in presenza e il resto in didattica a distanza. Con una popolazione quotidiana in presenza di 470 alunni su 765”.
Laura Piroli, dirigente scolastica Istituto superiore Cardarelli di Tarquinia
“Sin dal primo giorno abbiamo attuato la modalità mista. Disitnguendo il tutto a seconda del numero degli studenti presenti classe per classe. Le classi fino a 15 alunni erano in presenza, 5 classi in tutto. Quelle con 18 alunni vedevano invece la presenza dei due terzi degli studenti. Da 18 alunni in su, la presenza era infine del 50%. Da lunedì la didattica a distanza riguarderà tutti e coinvolgerà il 50% degli studenti.
Su 994 alunni, da lunedì saranno in presenza 497”.
Luca Damiani, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico tecnologico Da Vinci e reggente dell’Istituto superiore Ruffini, entrambi di Viterbo
“Per quanto riguarda l’Istituto tecnico tecnologico, fino ad oggi, considerando che gli spazi sono consoni, gli studenti hanno fatto lezione tutti quanti in presenza. Da lunedì applicheremo invece il seguente piano: le classi prime, ossia 200 alunni, saranno tutte in presenza. Per il resto il taglio è del 50%. L’istituto conta complessivamente 800 studenti. Togliendo le prime e dividendo le altre, da lunedì gli alunni in presenza saranno circa 500”.
“Passando all’Istituto Ruffini, lo scientifico, qui ci sono 1200 alunni in tutto, di cui 250 iscritti alle classi prime. Già nel piano iniziale avevamo previsto un giorno a settimana di didattica a distanza. A rotazione. Perché lì c’è un problema di capienza delle aule. Da lunedì, ci sarà una presenza giornaliera di 750 alunni”.
Maria Rita Salvi, dirigente scolastica dell’Istituto superiore Dalla Chiesa di Montefiascone
“L’istituto conta 979 alunni. Prima dell’ordinanza regionale la didattica in presenza coinvolgeva l’80% degli studenti. Con il biennio sempre a scuola e le altre classi in alternanza. Da lunedì manterremo le prime classi sempre in presenza, alternando le altre metà a scuola e metà a casa”.
Andreina Ottaviani, dirigente scolastica dell’Istituto superiore Farnese di Caprarola e Montalto e reggente dell’Istituto superiore Canonica a Vetralla. Il primo è un istituto alberghiero, il secondo accorpa diversi licei, dallo scientifico allo sportivo.
“Dirigo due istituti, uno è l’alberghiero Farnese che ha sede a Caprarola e sede distaccata a Montalto. Poi l’Istituto Pietro Canonica a Vetralla. Per quanto riguarda l’alberghiero, i nostri studenti sono per il 98% pendolari. Perché si tratta dell’unico alberghiero della provincia. Dal 14 settembre, all’alberghiero, abbiamo attivato la didattica integrata. In presenza avevamo le prime e tutte le classi che avevano i laboratori di cucina, sala e ricevimento. Il resto degli studenti era in alternanza tra presenza a scuola e didattica a distanza. Da lunedì siamo pronti e attivi per rimanere in presenza con i laboratori. Per il resto faremo alternanza settimanale con il 50% degli alunni in presenza”.
“Su Vetralla, dove abbiamo i licei scientifico, sportivo, linguistico e il Cat, avevamo gli spazi per prendere tutti gli studenti in presenza, ma già da un po’ di tempo avevamo fatto una didattica integrata, perché con l’aumento dei casi di Covid nella nostra provincia volevamo abituare i ragazzi anche alla didattica a distanza. Da lunedì saremo operativi con il 50% di didattica a distanza. Diciamo sulle classi rispetto agli alunni”.
“Complessivamente ho circa 887 alunni, 447 sono sulla sede centrale di Caprarola, 160 a Montalto e 280 a Vetralla”.
Paola Adami, dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Bagnoregio
“La scuola che dirigo conta 900 alunni, ma alle scuole superiori (ex istituto agrario ndr) ci sono solo 243 alunni con 11 classi. Siamo forse la scuola superiore più piccola della Tuscia, che dispone però di classi e laboratori grandi. Per questo non ci eravamo posti il problema della didattica a distanza. Il problema per noi sono i trasporti. I nostri alunni non si incontrano nemmeno con i pendolari. Da lunedì, tolte le prime classi, arriviamo a 190 alunni. Faremo la didattica in presenza per 150 studenti e a casa per 100 a casa. Forse da lunedì faremo tutto a distanza per partire per bene da martedì”.
Paola Bugiotti, dirigente scolastica dell’Istituto superiore Savi di Viterbo e reggente dell’Istituto superiore Colasanti di Civita Castellana
“Dirigo due scuole. Il Savi a Viterbo che conta 700 alunni e il Colasanti a Civita Castellana che ne conta invece 900. Da lunedì le prime classi di ciascuna scuola faranno lezione in presenza, mentre le altre classi si alterneranno. Le presenze quotidiane sono le seguenti. Al Savi 350 studenti faranno lezione in presenza, al Colasanti saranno invece 450”.
Simonetta Pachella, dirigente scolastica Istituto superiore Orioli di Viterbo
“All’Orioli siamo operativi già da ieri, con le terze e quarte classi già in didattica a distanza. Dall’inizio dell’anno ho avuto una rotazione per blocchi a distanza perché non avevo spazi. Una settimana fa ho preso possesso di un terzo plesso, alleggerendo così gli altri due. Il nostro governatore ci impone di rimodulare l’orario. Lo abbiamo fatto oggi. L’Orioli conta 950 alunni. Quindi, nel rispetto dell’ordinanza della Regione Lazio, le prime saranno in presenza e tutte le altre classi per il 50% a distanza. Abbiamo anche 105 alunni disabili. Gli alunni disabili a scorrimento saranno tutti in presenza, gli alunni a valutazione potranno invece usufruire della didattica a distanza. Organizzando il tutto per blocchi”.
– Dal 26 ottobre didattica a distanza al 50% nelle scuole superiori



