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Gli italiani hanno chiesto di spostare il pagamento di 323 miliardi di euro di prestiti

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Roma – Sfiorano i 3 milioni le domande presentate dagli italiani per chiedere una moratoria sui prestiti a seguito delle conseguenze economiche dovute all’emergenza Covid. Il tutto per un valore che si aggira attorno ai 323 miliardi di euro.

Superano invece quota 83 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di garanzia per le Pmi. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di Sace sono state infine concesse garanzie per 13,5 miliardi di euro, su 576 richieste ricevute.

Sono questi i principali risultati della rilevazione settimanale effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19. Della task force fanno parte il ministero dell’economia e delle finanze, il ministero dello sviluppo economico, Banca d’Italia, associazione bancaria italiana, Mediocredito centrale e Sace1.


Banca d'Italia

Banca d’Italia


La Banca d’Italia rileva, con cadenza settimanale, presso le banche i dati riguardanti l’attuazione delle misure governative relative ai decreti legge Cura Italia e Liquidità, così come le iniziative di categoria e quelle offerte bilateralmente dalle singole banche alla propria clientela.

“Sulla base di dati preliminari – spiega una nota di Banca d’Italia – all’11 settembre sono pervenute oltre 2,9 milioni di domande o comunicazioni di moratoria su prestiti per 323 miliardi. Si stima che, in termini di importi, circa l’88% delle domande o comunicazioni relative alle moratorie sia già stato accolto dalle banche, pur con differenze tra le varie misure; il 3% circa è stato sinora rigettato; anche per effetto dell’accelerazione delle domande nella settimana di riferimento, la parte restante è in corso di esame”.

Più in dettaglio, le domande provenienti da società non finanziarie rappresentano il 45% del totale, a fronte di prestiti per 216 miliardi. Per quanto riguarda le Pmi, le richieste hanno riguardato prestiti e linee di credito per 179 miliardi. Mentre le 52 mila adesioni alla moratoria promossa dall’Abi hanno riguardato 13 miliardi di finanziamenti alle Pmi.

Le domande delle famiglie hanno invece riguardato prestiti per 97 miliardi di euro. Le banche hanno ricevuto 214 mila domande di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa, per un importo medio pari a circa 94 mila euro. Le moratorie dell’Abi e dell’Assofin rivolte alle famiglie hanno raccolto 478 mila adesioni, per circa 20 miliardi di prestiti.


Viterbo - La Banca d'Italia in via Marconi

Viterbo – La Banca d’Italia in via Marconi


“Il ministero dello sviluppo economico e mediocredito centrale (Mcc) – prosegue la nota di Bankitalia – segnalano che sono complessivamente 1.092.380 le richieste di garanzie pervenute dagli intermediari al Fondo di garanzia nel periodo dal 17 marzo al 22 settembre 2020 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 83,2 miliardi di euro. In particolare, le domande arrivate e relative alle misure introdotte con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ sono 1.086.498, pari ad un importo di circa 82,4 miliardi di euro. Di queste, oltre 893.588 sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro, con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di circa 17,6 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla norma, possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Gestore. Al 23 settembre sono state accolte 1.080.380 operazioni, di cui 1.074.792 ai sensi dei Dl ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’”.

Salgono infine a 13,5 miliardi di euro, per un totale di 576 operazioni, i volumi complessivi delle garanzie nell’ambito di “Garanzia Italia”, lo strumento di SACE per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid. Di questi, 6,7 miliardi di euro riguardano imprese di grandi dimensioni, con oltre 5000 dipendenti in Italia o con un valore del fatturato superiore agli 1,5 miliardi di euro. 

Daniele Camilli


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