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“La crisi economica arriva anche nei centri commerciali, chiude anche Camaïeu”

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Viterbo – La crisi economica Covid arriva anche nei centri commerciali. “Camaïeu – dice infatti la segretaria territoriale della Uila Tucs, Elvira Fatiganti -, la catena francese di abbigliamento presente da più di vent’anni, alla fine di ottobre, massimo inizio novembre se ne andrà da Viterbo”. 

Ad essere messe probabilmente in disoccupazione almeno 5 lavoratrici. “Il punto vendita di Camaïeu – aggiunge Fatiganti – sta al centro commerciale Tuscia da quando quest’ultimo ha aperto. Esattamente 22 anni fa, il 3 ottobre 1998”. Un centro commerciale che ha svolto e svolge un ruolo importante nel tessuto economico e sociale cittadino. Una città che in questi anni è cambiata. Anche attorno al centro commerciale. 


Viterbo - Elvira Fatiganti

Viterbo – La sindacalista della Uil Tucs Elvira Fatiganti


“I sindacati nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil – prosegue la segretaria della Uil Tucs di Viterbo – hanno chiesto all’azienda un immediato incontro per tutelare i posti di lavoro, ma a quanto pare il marchio sembra intenzionato ad andarsene non solo da Viterbo, ma addirittura dall’Italia”.

“Le scriventi organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil – si legge nella richiesta dei sindacati di un incontro urgente inviata alla Camaïeu il 22 settembre – sono con la presente a chiedere urgente e formale incontro atto a chiarire la situazione in Italia della società in oggetto. Alla luce di alcune notizie che già nel mese di maggio erano riportate dai mass media, le organizzazioni sindacali con tempestiva azione hanno contattato la società in quanto si paventava l’intenzione della catena di avviare una procedura giudiziale e quindi ottenere la protezione del tribunale di Lille Mètropole per entrare in una amministrazione controllata. Nel mese di luglio abbiamo notificato alla società quanto sui territori accadeva contestando ed elencando i disattesi obblighi sottoscritti nel verbale del 16 luglio 2020 a difesa dell’occupazione, ad oggi nessuna risposta c’è stata a quella lontana richiesta di incontro. Siamo quindi a reiterare con la massima urgenza un incontro vista la seria preoccupazione sullo stato occupazionale di centinaia di lavoratori”.


Viterbo - L'Ipercoop

Viterbo – Il centro commerciale


Potrebbero essere 135 i negozi con il marchio Camaïeu che entro il 2020 abbasseranno definitivamente le saracinesche. Chiusure e licenziamenti che riguardano non solo l’Italia ma anche la Polonia, la Repubblica Ceca, la Romania, l’Ungheria e la Slovacchia. Il marchio Camaïeu continuerà a rimanere invece in Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. In Francia, casa madre della holding, rimarrà quasi tutto inalterato.


Viterbo - Il centro storico

Viterbo – Il centro storico


“La crisi arriva anche nei centri commerciali – commenta Fatiganti – è l’autunno è appena iniziato. Resta invece nera, profonda e strutturale la crisi che riguarda le attività commerciali del centro storico dove le multinazionali, ultima Kiko, se ne sono andate già da un pezzo. Una situazione economica, quella del centro, ormai di vera e propria desertificazione”.

Tempo fa l’appello della sindacalista Fatiganti al sindaco di Viterbo Giovanni Arena. “Tempo fa lanciammo l’allarme – conclude Elvira Fatiganti – rivolgendoci direttamente al sindaco. Ma non c’è stata nessuna risposta. L’amministrazione è rimasta silente. Serve un confronto con le organizzazioni e le associazioni, con chi vive il territorio. Serve pianificare gli interventi ed elaborare il prima possibile una strategia che il comune sembra proprio non avere. Se non affrontiamo subito, a partire dal territorio e dal comune, l’enorme questione sociale che abbiamo di fronte, rischiamo a breve di ritrovarci una città ridotta in pezzi”.

Daniele Camilli


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