Washington – C’è acqua sulla Luna e potrebbe essere più accessibile del previsto.
Lo ha confermato la Nasa con un annuncio in diretta streaming, aprendo la strada a una svolta per le future missioni nello spazio. Il telescopio volante Sofia dell’agenzia ha rivelato per la prima volta la “firma” della molecola di acqua (H2O) nel Clavius Crater, uno dei più grandi crateri visibili dalla Terra, situato nell’emisfero meridionale della Luna, quello illuminato dal sole. L’acqua “si celerebbe” sotto forma di ghiaccio in piccole cavità ombreggiate. Ricerche precedenti avevano indicato la possibile presenza del liquido della vita sulla superficie lunare, soprattutto vicino al polo Sud, ma gli strumenti utilizzati per le rilevazioni non permettevano di distinguere se il segnale derivasse dalla molecola H2O o dall’idrossile (OH) legato ai minerali.
“Siamo riusciti a confermare la presenza di acqua sulla superficie della Luna illuminata dal Sole, grazie al telescopio Sofia. Non sappiamo ancora se possiamo usarla come risorsa, ma questa scoperta è la chiave per i nostri piani di esplorazione Artemis”, ha annunciato in un Tweet Jim Bridenstine, amministratore della Nasa.
La scoperta pubblicata su Nature, si accompagna allo studio condotto dall’università del Colorado, che stima invece che oltre 40.000 chilometri quadrati di superficie lunare potrebbero intrappolare acqua sotto forma di ghiaccio in piccole cavità ombreggiate.
La scoperta, come spiegato dalla Nasa sul suo sito ufficiale, darà un contributo importante ai suoi sforzi volti a ottenere una migliore comprensione della Luna e portare avanti l’esplorazione dello spazio profondo.
NEWS: We confirmed water on the sunlit surface of the Moon for the 1st time using @SOFIAtelescope. We don’t know yet if we can use it as a resource, but learning about water on the Moon is key for our #Artemis exploration plans. Join the media telecon at https://t.co/vOGoSHt74c pic.twitter.com/7p2QopMhod
— Jim Bridenstine (@JimBridenstine) October 26, 2020
