Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Uno scaricabarile intollerabile: le misure restrittive dell’ultimo Dpcm rispecchiano una totale incapacità governativa che, di riflesso, va a penalizzare i rappresentanti locali delle comunità.
La chiusura delle piazze, che sia nella bozza del decreto che in conferenza stampa era delegata ai sindaci, ora è un dettaglio che contribuisce a creare ulteriore confusione.
Nel testo definitivo, infatti, è stato tolto il riferimento esplicito al sindaco ma non si capisce a chi dovrebbe competere la misura: se al primo cittadino, al prefetto o al presidente di regione.
A questo punto, l’unica cosa certa è che non ci possiamo trasformare negli sceriffi del governo, assumendoci le responsabilità di un’inerzia istituzionale che si è protratta negli ultimi sei mesi.
Conte e i suoi invece di perdere tempo, e litigare fra di loro su monopattini e banchi a rotelle, avrebbero dovuto adottare misure serie, in grado realmente di contrastare la seconda ondata.
Il risultato di una politica inconcludente invece, è sotto gli occhi di tutti, a partire dai mezzi pubblici stracolmi, prima causa dell’aumento dei contagi.
Non è un caso che l’impennata si sia registrata con la ripresa di scuole e attività lavorative e, di conseguenza, con un maggiore utilizzo di bus, treni e metro dove ogni giorno viaggiano accalcate migliaia di persone.
Continuare a dare la colpa una volta alla movida, una volta ai cittadini oppure ai singoli settori commerciali ormai è diventato lo sport preferito del governo ma, con quest’ultimo scaricabarile, la misura è ormai colma.
Il governo, per una volta, si assuma le sue responsabilità e adotti dei provvedimenti seri e risolutivi, soprattutto la smetta di portare avanti la farsa del coinvolgimento degli enti locali quando in realtà decide in piena autonomia e senza tener conto delle diverse esigenze evidenziate.
Antonio Porri
Responsabile Enti Locali-Fdi Viterbo
